Consumi ortofrutta stabili nei primi due mesi, ma a marzo -3% per la guerra – Mondo Agricolo
Primi due mesi stabili per gli
acquisti di ortofrutta, mentre a marzo si registra un calo del
3%, circa 503mila tonnellate, a causa di tensioni geopolitiche,
inflazione e rincari energetici legati al conflitto in Iran.
E’ quanto emerge dal Report Cso Italy, Centro servizi
ortofrutticoli, tirando le somme del primo trimestre 2026 di
consumi di ortofrutta delle famiglie italiane pari a 1,3 milioni
di tonnellate, in linea con lo stesso periodo del 2025, per un
valore di 3,25 miliardi di euro (+1%), con un prezzo medio di
2,60 euro al kg.
Complessivamente i volumi tengono, ma con forti differenze
sia per la frutta che per gli ortaggi. In crescita rispetto al
2025 uva da tavola (+47%), frutti di bosco (+35%), kiwi (+21%),
avocado (+14%) e banane (+10%), trainati dalle nuove preferenze
dei consumatori. In calo, invece, fragole (-16%) e agrumi
(clementine -13%, mandarini -6%, arance -5%). Bene radicchi
(+34%), asparagi (+27%), zucche (+25%), carote, cavoli e
fagiolini (tutti a +11%), mentre arretrano prodotti storici
della dieta mediterranea come melanzane (-21%), carciofi (-18%),
broccoli (-15%) e pomodori (-8%). Quanto ai canali di vendita,
si rafforza la Grande distribuzione organizzata (supermercati e
discount). mentre crollano invece i canali tradizionali: i
mercati ambulanti e rionali perdono il 21% (quasi dimezzati
rispetto al 2022, -48%) e i fruttivendoli specializzati
arretrano del 10%. Super star, infine, il confezionato che tocca
il record storico del 45% dei volumi totali, premiato per
praticità e servizio. Ottimi segnali anche dal biologico, che a
marzo cresce del 6% in valore e nel trimestre raggiunge l’11%
dei volumi totali acquistati dalle famiglie.
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