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il metodo Lewis funziona, così è rinato

E finalmente è arrivato il vero Lewis Hamilton in Ferrari. La gara di domenica in Canada è tutto ciò per cui il Cavallino lo ha scelto e, seppur con un anno di ritardo, ha fatto vedere perché l’inglese è un sette volte campione del mondo e perché, soprattutto, non ha alcuna intenzione di ritirarsi. Il duello con Max Verstappen, poi, ricorda di sapori intensi quando si giocavano il mondiale con manovre al limite e anche oltre. Un bel duello che fa capire perché la Formula 1 ha bisogno dei loro 11 titoli mondiali. E anche di Kimi Antonelli, che ha saputo metterseli dietro.

Hamilton è stato pimpante tutto il weekend. Finalmente, per lui, molto più veloce del compagno Charles Leclerc, disperso per tutto il weekend. Due buone qualifiche e una gara solida per il numero 44. Proprio nel weekend in cui ha ribadito e difeso i suoi metodi. Il 2025 è stato un anno di ambientamento ma anche l’opportunità di partecipare alla formazione di questa nuova macchina, dando feedback e report su come l’avrebbe voluta. Discorso simulatore poi. Giovedì in molti gli hanno chiesto se usato in questo periodo e lui ha risposto: “La mia migliore gara è stata in Cina e non l’ho fatto”. Nessuna polemica contro Maranello, anzi: “Quello Ferrari è forse il migliore del mondo, ma con me semplicemente non funziona”. Perché Hamilton è figlio di un’altra generazione, un racer che deve sentire la pista e, soprattutto, quando si è formato erano consentiti i test privati. Poi eccezion fatta per le piste più recenti per introduzione in calendario, l’inglese ha corso almeno 20 volte su tutte le altre. Non ha bisogno di trovare i limiti, li ha già assimilati. Non vuole farsi fuorviare da un assetto che funziona nel virtuale e poi magari dover ripartire da zero a inizio weekend. Diverso il debriefing: “Ora rifarò sicuramente il Canada per capire la correlazione e vedere se ci sono state differenze tra come ho guidato e come avrei dovuto fare secondo il simulatore”.

Metodo Lewis, insomma. Perché in McLaren non l’ha mai usato – ha spiegato come solo una volta a Singapore ha ottenuto una pole grazie al virtuale – e in Mercedes neanche: eppure sommando si contano 7 titoli mondiali. Hamilton ha dovuto prendere le misure anche con il metodo italiano chiaramente, resettare tutto ciò che è stato abituato a fare per 12 anni in Mercedes. Una transizione che richiede tempo anche se sei uno dei migliori piloti della storia.

Poi finalmente il sorriso, quello che sembrava sparito lo scorso anno. Hamilton ha ritrovato il piacere di correre, di battagliare. Aveva bisogno di sentire il fuoco delle posizioni da podio per tirare fuori il suo Hammer Time, affievolito quando vivacchiava nell’ultima metà della top 10 o oltre addirittura. Lo scorso anno il numero zero alla casella podi ha interrotto una striscia di 18 anni consecutivi su quei gradini. Sembrava troppo brutto per essere vero, poi proprio in Ferrari, sogno di ogni pilota. Quest’anno sono già due e ora Hamilton alza la posta: “Sono pronto a riportare la Ferrari a vincere a Monaco”, ha osato. Sì perché la Scuderia nel Principato può veramente essere tra le favorite: chiaramente non conta il motore tra le stradine monegasche e per telaio la SF-25 è una macchina che funziona bene.

Il momento che unirebbe due leggende F1, Ferrari e Hamilton, sotto il nome della vittoria è quello che tutti i tifosi, ma anche gli appassionati, sognano da quel primo febbraio 2024 quando Lewis è stato annunciato. La sprint cinese dello scorso anno è stato un antipasto di portate mai arrivate, che prima ha fatto venire l’acquolina e poi fatto perdere le speranze, lasciando il tavolo senza aver mangiato. Ma ora l’inglese è tornato sorridente, cattivo, caparbio: atteggiamento da leader e campione qual è. “In molti hanno provato a farmi ritirareha attaccato in conferenza – invece dovrete abituarvi a vedermi ancora qui. Sto già pianificando i prossimi 5 anni in F1. E l’anno prossimo resterò sicuro in Ferrari”. Lewis ha spento le polemiche e acceso il gas finalmente. Con ritardo, ma la storia tra Hamilton e Ferrari è ufficialmente cominciata.


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