Cultura

EP: Bleech 9:3 – Bleech 9:3

Suoni ruvidi, grezzi, vivaci, alt-rock ’90, emo e post grunge (“Ceeling”), ballad e melodia (“No Surprise”), accenni nu-metal (“Jacky”) estasi e caparbietà ci guidano all’interno dell’universo di una delle band più in hype della scena alternative. I loro thrilling live shows, il mosh-pit in fervore, le aperture ai live dei Keo e degli Shame, e dei White Lies a Cesena il prossimo 28 luglio, sono l’inizio ed il prosieguo di un processo di mutamento già in atto.

Il primo EP della band irlandese con sede a Londra è un’esplosione di suoni ed emotività. Per capire la loro filosofia, occorre andare a recuperare il verso 9:3 nella Bibbia sotto il discepolo Marco in cui si legge “e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla Terra potrebbe renderle così bianche” (“and his clothes became dazzling white, far whiter than any earthly bleach could ever make them”).

Questa parte segna la trasfigurazione di Gesù, la sua trasformazione, e Baz Quinlan e Sam Duffy, cantante e chitarrista il primo e chitarrista il secondo, hanno percorso i 12 passi dentro ad un centro di recupero per dipendenze ed hanno creduto che la musica potesse essere la loro catarsi ed i loro corpi e mente trasformati grazie ad essa. I Bleech 9:3 sono anche Luke O’Neil alla batteria e James Quinlan, fratello di Baz, al basso.

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Bleech 9:3 : Instagram




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