Veneto

«Riscontrate criticità per il Brenta nell’Alta Padovana»


Seconda tappa per la sesta edizione di “Operazione fiumi – Esplorare per custodire”, la campagna itinerante di Legambiente Veneto che monitora lo stato di salute dei corsi d’acqua della regione attraverso le rilevazioni di Escherichia coli. Dopo l’Adige, sotto la lente del Cigno Verde finisce il Brenta: i primi dati raccolti evidenziano criticità legate alla depurazione soprattutto nell’Alta Padovana.

I numeri sono stati presentati ieri, domenica 24 maggio, in occasione della Giornata ecologica della biodiversità, su iniziativa del circolo Legambiente Alta Padovana a Fontaniva. Durante l’evento sono stati presentati i risultati dei campionamenti effettuati nel mese di maggio dalle volontarie e dai volontari dell’associazione e analizzati da Arpav.

Il Brenta, che attraversa le province di Vicenza, Padova e Venezia, è stato monitorato in sette punti: Cartigliano, Fontaniva, Piazzola sul Brenta, Cadoneghe, Piove di Sacco, Vigonovo e Chioggia. I siti sono stati scelti per integrare le indagini periodiche condotte da Arpav sullo stato di salute dei bacini idrografici veneti.

Riguardo all’Escherichia coli, i risultati preliminari mostrano il superamento del valore guida adottato da Legambiente in due punti: a Cartigliano, con 1467 MPN/100mL, e a Fontaniva, con 2187 MPN/100mL. Secondo l’associazione, i dati potrebbero essere stati influenzati dalle piogge dei giorni precedenti ai prelievi. La presenza elevata di Escherichia coli è indicativa di contaminazione fecale dovuta a un’insufficiente depurazione degli scarichi civili.

Il quadro ambientale del bacino del Brenta delineato dai dati Arpav evidenzia una situazione a doppia faccia: da un lato una qualità chimica generalmente buona, dall’altro criticità persistenti legate a contaminazioni specifiche e aspetti morfologici.

Nel 2025, la maggior parte delle 26 stazioni di monitoraggio ha registrato uno stato chimico positivo. Restano però alcune eccezioni, legate soprattutto alla presenza di PFOS lineare, un tipo di PFAS, rilevato nel Canale Piovego e in due tratti del Brenta tra Chioggia, Noventa Padovana e Fossò. Una contaminazione riconducibile allo storico inquinamento dell’ex sito Miteni. In queste aree è stato superato lo Standard di Qualità Ambientale fissato a 0,65 ng/L: le concentrazioni registrate sono pari a 1,9 ng/L a Chioggia, 1,7 ng/L nel Canale Piovego a Noventa Padovana e 1,03 ng/L a Fossò.

Accanto ai PFAS, emergono anche pressioni legate all’agricoltura: cinque superamenti dei valori medi annui riguardano infatti pesticidi come AMPA, derivato del glifosate, Azoxystrobin e Metolachlor ESA.

Sul piano ecologico, inoltre, circa il 32% delle stazioni monitorate presenta livelli di nutrienti inferiori allo stato “Buono”, segnale di un eccessivo carico trofico dovuto sia alle attività agricole sia agli scarichi civili.

Oltre ai PFAS, la pressione chimica è evidenziata da cinque superamenti dei valori medi annui per alcuni pesticidi, tra cui due casi relativi all’AMPA (derivato del Glifosate) e un caso ciascuno per Azoxystrobin, Metolachlor ESA, inquinanti tipicamente legati alle attività agricole.

Sotto il profilo ecologico, emergono ulteriori segnali di attenzione: circa il 32% delle stazioni presenta livelli di nutrienti inferiori allo stato “Buono”, indicando un carico trofico eccessivo, derivante da attività agricole e scarichi civili, per un terzo dei punti campionati nel bacino.

«I nostri rilievi sul Brenta, per quanto puntuali, si allineano a quanto riportato dalle schede di bacino idrografico di Arpav, con standard chimici accettabili in gran parte del bacino – commenta Giulia Bacchiega, portavoce della campagna di Legambiente Veneto -. A nostro parere le priorità future devono riguardare il risanamento dall’inquinamento da PFAS e il controllo dei pesticidi, nonché il ripristino della morfologia fluviale, indispensabile per garantire la salute del Brenta e la resilienza del territorio, valorizzando azioni in accordo con la Nature Restoration Law europea».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »