Bivacco al Campo Coni, cresce la protesta: «Rifiuti, schiamazzi e paura» – Cronaca
BOLZANO. Il tutto era già stato segnalato diverse settimane fa dalla circoscrizione, c’era stato lo sgombero, ma ora sono ritornati, con il favore di un grandissimo cespuglio, dentro il quale hanno realizzato un bivacco.
Con seguito di schiamazzi notturni a suon di musica, si sospetta spaccio e consumo di droga, bottiglie di birra lanciate in giro e tutto il possibile corollario di accattonaggio molesto e via disturbando.
A denunciarlo sono i residenti nei pressi del Campo Coni di Santa Geltrude. Nella parte alta di Oltrisarco, raccontano, «proprio a nord del campo di atletica, non si tollera più una situazione che va avanti da molto, troppo tempo».
Si tratta dell’unico, minimo anfratto di verde in quella parte del rione. «L’ultimo rimasto. Sarebbe anche carino, molti vorrebbero viverlo, famiglie con bimbi, anziani. Ci si vorrebbe sedere sulla panchina, ogni tanto. Almeno una delle due, perché l’altra è stata sottratta dai senzatetto». Siamo fra il resto proprio accanto a una delle testimonianze più pregnanti della storia bolzanina della Seconda guerra mondiale. Il monumento ricorda un luogo di lavoro coatto.
Dentro la galleria del Virgolo nell’autunno del 1944 fu infatti trasferita la Imi, una fabbrica di cuscinetti a sfere destinati all’impiego bellico. Centinaia di deportati del lager di Bolzano ci lavorarono fino alla primavera del 1945.
Una galleria dove, fra il resto, la popolazione dei rioni operai di Oltrisarco e via Torino e dintorni si rifugiava durante i bombardamenti alleati, sperando così di salvarsi. Un luogo da rispettare, come testimonia l’opera di Christine Tschager in memoria della deportazione, una delle tre sparse per la città, vincitrici di un concorso di idee bandito dal municipio.
Al di là della testimonianza storica di forte valenza, sta anche l’importanza dello spazio verde, che farebbe ancora più comodo sfruttare per trascorrervi un po’ di tempo, visto che i dintorni sono quasi completamente occupati dai lavori per il tunnel ferroviario sotto il Virgolo e prossimamente lo saranno anche per l’allargamento del sottopasso verso viale Trento.
Peccato che nessuno si fidi anche solo ad avvicinarsi, all’aiuola verde. I residenti lamentano «la ghettizzazione di Bolzano, anzi meglio dei bolzanini», che non possono più godersi i loro spazi. Il senso di benessere è calato, come la qualità della vita percepita.
Nell’aiuola funziona così: c’è un grande, enorme cespuglio, cresciuto a mo’ di capanno, basso e molto ampio. Sotto, uno spazio piuttosto comodo. Magari in inverno meno, ma ora è il massimo, all’ombra durante il giorno, tranquillo di sera quando cala il traffico.
Dentro: tenda, tendaggi, materassi. «Si sono fatti la casa», così i residenti. I quali lamentano di aver incontrato gli ospiti per così dire della struttura dentro e fuori dal Poli, dove si dedicano all’accattonaggio, o nei pressi del vicino bancomat Volksbank. Nessuno ci mette la faccia, nemmeno al bar, al tabacchino, alla gelateria. In tanti temono ritorsioni.
Ma tutti raccontano di tenersi alla larga. Della musica notturna fino ad ora tarda. Delle lattine e le bottiglie di birra di vetro lanciate sulla pista di atletica azzurra, che al mattino il custode è costretto a ripulire per consentire agli atleti di allenarsi.
«Chi abita nel circondario ne ha le tasche piene», così Alessandro Moratelli, l’unico a parlare apertamente: «Abbiamo chiamato spesso la polizia, ma ci chiedono come mai, cosa succede, e non mandano mai una pattuglia, dicono che le manderanno quando ne avranno di libere ma non ne abbiamo mai viste. Anche i vigili fanno spallucce».
«Avevamo segnalato la situazione al comando della polizia municipale e nelle settimane scorse era stato effettuato uno sgombero. Evidentemente sono ritornati», chiarisce la presidente del consiglio di circoscrizione di Oltrisarco-Aslago Daniela Andreani. «Mi premurerò di ri-segnalare personalmente la situazione di degrado». DA.PA.




