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Penelope Cruz racconta la diagnosi di aneurisma ricevuta sul set

“Mentre ero sul set un medico mi aveva ipotizzato un aneurisma cerebrale ma era un falso allarme”. Penélope Cruz, reduce dai sedici minuti di applausi a scena aperta al Festival di Cannes per La Bola Negra (The Black Ball), in cui recita in un cameo di una decina di minuti, rivela che mentre era sul set del film diretto da Javier Ambrossi e Javier Calvo – considerati due giovani registi tra più interessanti del panorama spagnolo – ha ricevuto una diagnosi che l’ha terrorizzata e le ha fatto temere il peggio.

PENÉLOPE CRUZ: LA DIAGNOSI DI ANEURISMA E LE LACRIME SUL SET

The Black Ball è il primo film del duo Los Javis in concorso a Cannes e racconta le storie intrecciate di tre uomini omosessuali in tre epoche diverse tra sessualità e desiderio ed è ispirato ad una delle ultime opere incompiute di Federico García Lorca. Secondo bookmakers e addetti ai lavori, la pellicola è in corsa sia per la Palma d’Oro sia per la Queer Palm e il cast include due super star del calibro di Glenn Close e di Penélope Cruz, appunto. L’attrice interpreta un’esuberante soubrette d’avanspettacolo chiamata ad allietare i soldati al fronte e proprio durante le riprese è accaduto l’impensabile: un medico le ha diagnosticato un possibile aneurisma cerebrale. “Ho cominciato a piangere mentre ero al trucco, cercando di non rovinarlo”, racconta l’attrice al Corriere della Sera. “Non sapevo se era verità o finzione, era qualcosa di surreale. Forse stavo morendo, e c’era la vita accanto a me, sul set. Ho convissuto con l’ansia e la pressione al lavoro, avendo l’immenso supporto del team. I due registi sono persone straordinarie”, prosegue. Poi il colpo di scena: per fortuna si trattava solo un falso allarme.

IL PRIMO INCONTRO COL MARITO E LA TRAUMATICA SCENA DI SESSO

Ben prima di Javier Ambrossi e Javier Calvo, i due resti di The Black Ball, nella vita di Penélope Cruz è entrato un altro Javier, il marito Javier Bardem. “Ci siamo incontrati la prima volta sul set di ‘Prosciutto Prosciutto’. Anno 1992. Praticamente agli esordi tutti e due”, spiega l’attrice riavvolgendo il nastro dei ricordi. Tra i quali spicca uno che ha lasciato il segno: “Girammo una scena di sesso che fu un vero trauma”. Oggi sono una delle coppie più solide dello showbiz, molto esposti politicamente mentre sono allergici al gossip: “Ma siamo attenti a non parlare del nostro privato”.

L’AMICIZIA CON ALMODOVAR (CHE VORREBBE PREMIER IN SPAGNA)

Al Festival di Cannes è legata da una serie di successi professionali e dall’amicizia con Pedro Almodovar. “Sono venuta la prima volta a 25 anni. Ricordo, nel 2006, il premio corale a noi attrici per Volver di Almodovar. Ho fatto sette film con lui, spero ne verranno altri”, racconta la Cruz, che poi definisce il regista “il mio maestro in tanti modi”. Tra di loro c’è un legame profondo, un’intesa totale: “Ci vediamo la mattina e sappiamo subito se abbiamo dormito bene e di che umore siamo, è stato sempre così tra noi. Le prime volte quando lo sentivo parlare di argomenti extra cinema legati alla tolleranza e alla libertà mi dicevo, ma perché non è il nostro premier al governo? Ho sempre reazioni emotive forti di fronte alle ingiustizie, ai diritti negati”.


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