fermo sospeso, non revocato. Si attende il decreto

Gli autotrasportatori del Friuli Venezia Giulia accolgono con cauto ottimismo l’intesa raggiunta tra Unatras e il governo Meloni, ma mantengono il fermo previsto dal 25 al 29 maggio in stato di sospensione, non di revoca. È il messaggio emerso sabato 23 maggio dall’assemblea regionale dell’autotrasporto convocata a Buttrio da Confartigianato Fvg, Fai e Cna, le tre sigle che rappresentano la maggior parte delle imprese del settore operative in regione. La riunione è stata convocata all’indomani dell’incontro tra Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, e l’esecutivo, dal quale è emersa un’intesa definita «cruciale» per far fronte agli effetti del caro carburante legato alla guerra in Medio Oriente.
Le misure sul tavolo
L’intesa con il governo prevede un pacchetto di interventi illustrati agli imprenditori presenti dal presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, dal presidente regionale di Confartigianato Trasporti Fvg, Stefano Adami, e dal segretario di Fai Fvg, Giulio Zilio. Sul fronte della liquidità, è previsto un fondo straordinario per il credito d’imposta da 200 milioni di euro, che si aggiungono ai 100 milioni già stanziati con il decreto di marzo. Il rimborso delle accise trimestrali sarà erogato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Le imprese potranno inoltre dilazionare il pagamento delle imposte aziendali. Sul piano istituzionale, il governo si è impegnato ad aprire un tavolo tecnico per affrontare le criticità normative del comparto e ha deciso la ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto e della logistica, per definire le politiche di settore insieme alle associazioni di categoria.
Soddisfazione parziale, decreto atteso
Il giudizio delle associazioni resta sospeso in attesa dei decreti attuativi, attesi indicativamente a inizio della settimana successiva all’assemblea. “Siamo moderatamente soddisfatti di quanto il governo ha promesso, attendiamo di dare un giudizio più positivo quando vedremo i decreti attuativi e la possibilità da parte delle aziende di attuare i provvedimenti — ha sottolineato Stefano Adami —. I tempi devono essere brevi, perché la mancanza di liquidità nelle casse delle imprese si fa sempre più sentire”.
Tilatti ha sottolineato “l’importanza di un comparto che in questa circostanza è riuscito a essere deciso e compatto, dimostrando che uniti si vince nell’interesse di tutto il Friuli Venezia Giulia e di tutta l’Italia. Tuttavia — ha aggiunto —, è necessario uscire da provvedimenti emergenziali, per attivare una adeguata politica per la giusta remunerazione del settore e il suo sviluppo”.
Zilio ha invece posto l’accento sulla valenza storica dell’incontro a Palazzo Chigi: “è da vent’anni che l’autotrasporto non aveva un’interlocuzione a così alto livello, alla presenza anche del presidente del Consiglio”. Il segretario di Fai Fvg ha inoltre segnalato come strategica la “ricostituzione della Consulta generale dell’autotrasporto” in chiave prospettica, oltre la gestione dell’emergenza.
Un settore in contrazione
I dati di contesto confermano le difficoltà strutturali del comparto. Le imprese di autotrasporto censite in Friuli Venezia Giulia a fine 2025 erano 1.025, contro le oltre 1.400 di dieci anni fa. “Una diminuzione che sconta le criticità e le crisi che si sono succedute nel decennio, ma anche un processo di concentrazione in atto per far fronte alle richieste sempre più esigenti del mercato in fatto di flessibilità e competitività”, ha spiegato Adami a margine dell’assemblea. Gli imprenditori presenti hanno partecipato attivamente ai lavori, giudicando positivamente l’intesa con il governo ma segnalando ulteriori criticità da portare alle prossime contrattazioni.
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