anziana raggirata, due arresti dopo l’inseguimento al casello – Forlì24ore.it

La truffa architettata nei dettagli tra Ravenna e Cesena finisce con lo sfondamento della barriera autostradale. Refurtiva recuperata
Una telefonata mirata per allontanare il marito con una scusa shock, poi la visita a casa per farsi consegnare oro e contanti. È il copione dell’ennesimo odioso raggiro ai danni di una persona anziana, sventato questa volta grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Cesena che, dopo un inseguimento ad alta tensione lungo l’autostrada, sono riusciti a bloccare e ad arrestare i due presunti responsabili.
I fatti si sono svolti nei giorni scorsi in una frazione di Ravenna, a ridosso del confine con il territorio cesenate. I malviventi hanno agito secondo una precisa divisione dei ruoli. Il primo contatto è avvenuto al telefono: un complice si è spacciato per Carabiniere e ha convocato d’urgenza in caserma il marito della vittima, sostenendo falsamente che l’auto dell’uomo fosse stata coinvolta poco prima in una rapina ai danni di una gioielleria. Una volta accertatisi che l’anziano fosse uscito di casa nel primo pomeriggio, gli altri due complici si sono presentati direttamente alla porta dell’abitazione. Sfruttando lo stato di forte agitazione e paura della donna per la sorte del consorte, i due sono riusciti a farsi consegnare circa 200 grammi di monili d’oro e tutto il denaro contante presente nell’abitazione, facendole credere che si trattasse di una verifica necessaria per scagionare il marito.
Solo dopo l’allontanamento dei soggetti l’anziana ha compreso l’inganno e ha lanciato l’allarme. Il coordinamento tra le Centrali Operative ha permesso ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di individuare l’auto dei fuggitivi, una Lancia Y, intercettandola nei pressi del casello autostradale di Cesena Nord. Alla vista della pattuglia, la coppia a bordo non si è fermata: ha sfondato la sbarra d’ingresso del casello e ha tentato di speronare l’auto di servizio con manovre pericolose. La fuga in direzione sud è durata però solo pochi chilometri, prima che i fuggitivi venissero definitivamente bloccati.
I due fermati sono un uomo di 63 anni e una donna di 57 anni, entrambi cittadini italiani, pregiudicati e residenti nel riminese. L’intera refurtiva è stata interamente recuperata e già riconsegnata ai legittimi proprietari. Su disposizione del sostituto Procuratore della Repubblica di Forlì, i due sono stati inizialmente condotti in carcere a Forlì per i reati di truffa aggravata in concorso e fuga pericolosa in concorso. Nella giornata odierna il giudice del Tribunale di Forlì ha convalidato l’arresto, disponendo nei loro confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari nella propria abitazione situata a Cattolica, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
A margine dell’operazione, il Comando Provinciale Carabinieri di Forlì rinnova l’invito a tutta la cittadinanza a mantenere la massima attenzione verso questa tipologia di truffe, ricordando l’importanza di segnalare tempestivamente ogni situazione sospetta o anomala alle centrali operative attraverso il numero unico di emergenza 112.
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