Torna il Ritratti Festival a Monopoli per l’edizione 2026
Torna nell’estate pugliese uno degli appuntamenti più longevi e riconoscibili del panorama musicale italiano: il Ritratti Festival, che nel 2026 celebra la sua XXII edizione, intitolata Play Love – Tutto l’amore che si può suonare. Con il titolo Play Love – Tutto l’amore che si può suonare, la XXII edizione di Ritratti sceglie di attraversare il sentimento più universale e insieme più destabilizzante: l’amore inteso non come semplice tema narrativo, ma come forza capace di alterare il tempo, rompere gli equilibri, mettere in crisi le abitudini e riportare al centro ciò che conta davvero.
L’edizione 2026 nasce come un invito a lasciarsi attraversare dall’intensità dell’arte e dalla vertigine dell’ascolto: una “gentile sommossa” di suoni, corpi, visioni ed emozioni che prende forma a partire dal caos, come accade nell’istante sospeso in cui un’orchestra accorda gli strumenti prima del concerto. Un disordine solo apparente, vivo e pulsante, da cui emerge la possibilità di un incontro autentico.
In un tempo che accelera le distanze e consuma rapidamente le relazioni, Ritratti sceglie di rallentare e restituire centralità alla prossimità, all’ascolto, alla vulnerabilità condivisa. La musica da camera diventa così esperienza fisica e sentimentale: ogni gesto è esposto, ogni respiro si fa relazione, ogni suono nasce dal contatto tra artisti, pubblico e spazio scenico.
Il festival, tra produzione culturale e welfare territoriale, ideato e diretto a Monopoli dalla pianista Antonia Valente, si rinnova anche quest’anno nel segno di una visione forte e coerente: fare della musica un linguaggio universale, accessibile e capace di parlare a tutti, senza rinunciare alla profondità ed al rigore della ricerca. Accanto ai grandi interpreti della scena internazionale, il festival continua a investire sugli artisti emergenti, rafforzando il proprio ruolo di incubatore di talenti.
Nel cuore della Puglia più autentica, incastonato tra ulivi secolari, campagne luminose e il mare cristallino della costa adriatica, Ritratti costruisce un’esperienza immersiva che unisce concerti, incontri, performance diffuse, trasformando il territorio in un palcoscenico naturale, capace di valorizzare luoghi simbolici e spazi inaspettati.
Dieci concerti principali – tra il Teatro Radar, il Sagrato della Cattedrale, il Chiostro di Palazzo San Martino, storica “casa” del festival, e la suggestiva Lama Sottile affacciata sul mare, terrazze, chiese e scorci nascosti – compongono il cuore del programma 2026.
Ad aprire il cartellone il 23 maggio l’anteprima nazionale “Di lume e di candela – tre modelle per Caravaggio”, monologo con musica dal vivo firmato da Nicola Pedone da un’idea di Francesca Simone, con la regia di Carlo Bruni, le voci di Nunzia Antonini e Paola Leoci, ed un quintetto di eccellenti musicisti in scena. Il 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, il festival inaugura l’estate musicale con un grande concerto sinfonico gratuito per la città, in collaborazione con il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sul sagrato della Basilica Cattedrale, inserito nella rassegna Notti sul sagrato, con ospiti attesi il pianista Benedetto Lupo e il giovane direttore Giuseppe Mengoli.
Tra gli appuntamenti più attesi, poi, il ritorno di artisti come Giovanni Sollima (13 luglio), il debutto del Quartetto Indaco (4 luglio), del soprano colombiano Betty Garcés (6 luglio) , fino alla serata conclusiva (19 luglio) con Tosca Donati, protagonista di uno speciale omaggio alla voce e alla creatività femminile: l’artista restituirà alla città alcuni brani della cantante monopolitana Franca Raimondi, di cui nel 2026 ricorre il settantesimo anniversario dalla vittoria al Festival di Sanremo, e presenterà il suo nuovo lavoro discografico.
Proprio la creatività femminile è uno dei fili conduttori dell’edizione 2026, nel progetto speciale denominato è verità il nome, già presentato lo scorso 8 marzo in occasione della Giornata internazionale delle donne; un titolo preso in prestito dalla poetessa Chantal Maillard e pensato per dare voce a figure della storia dell’arte e della musica, la cui identità è spesso rimasta nell’ombra o conosciuta sotto falso pseudonimo.
Non solo concerti. Accanto alla qualità artistica, Ritratti porta avanti da sempre un impegno concreto sul fronte del welfare culturale: la musica diventa strumento di inclusione, capace di abbattere ogni confine tra il palcoscenico e la vita delle comunità. Ne è un esempio il celebre music delivery de Il Camioncino- Musica in cammino, con il suo iconico Apecar musicale che porta concerti dal vivo tra vicoli e periferie, fino alle case di degenza e alle persone più fragili, incarnando la funzione pubblica e profondamente umana dell’arte.
Il festival prevede anche attività educative e partecipative rivolte all’infanzia, con il consueto Kids Lab, e le conversazioni d’autore negli incontri interdisciplinari di Ritratti Talk. Confermate anche quest’anno le sezioni create nel 2025 ed amate dal pubblico come Breakfast with Bach, per iniziare la giornata con la musica del più celebre Kantor, Ritratti sui tetti / Find Me, una caccia al tesoro musicale tra terrazze con vista del centro storico; e ancora la sezione Exhibit, dedicata all’arte visiva, e lo spin-off a settembre che prolungherà l’esperienza oltre la stagione estiva con la attesa Alba di Note.
Negli ultimi anni, il festival ha inoltre rafforzato la propria dimensione internazionale, promuovendo il brand e la Puglia all’estero attraverso presentazioni e collaborazioni istituzionali, contribuendo a posizionare il territorio come destinazione culturale di qualità e competitiva. Ma soprattutto la forza di Ritratti continua ad abitare nella sua capacità di creare legami: tra generazioni, linguaggi, artisti e comunità, tra chi arriva e chi resta. Perché Play Love – Tutto l’amore che si può suonare non è soltanto il titolo di un’edizione, ma una dichiarazione di intenti. È un invito a lasciarsi attraversare dal tumulto libero del cuore in subbuglio.
«Viviamo in un tempo che ci spinge continuamente alla distrazione, alla velocità, alla superficie» sottolinea Antonia Valente. «Con Play Love abbiamo sentito il bisogno di compiere un gesto contrario: fermarci, ascoltare, restare vulnerabili. L’amore, come la musica, è una forza che ci espone, ci disarma, rompe gli equilibri e ci costringe a essere presenti. Ritratti nasce proprio da questo desiderio: creare uno spazio in cui artisti e pubblico possano riconoscersi senza barriere, in una prossimità reale, fisica, emotiva. In fondo ogni concerto è un atto d’amore collettivo: qualcosa che accade una sola volta e che continua a risuonare dentro chi lo vive».



