In Puglia medici sotto pressione, uno su 5 pensa di lasciare prima
In Puglia un medico su 5 pensa di lasciare anticipatamente il lavoro, il 60% dichiara di aver vissuto periodi di burnout e il 20% si sente attualmente in burnout; nessuno dichiara di pensare al passaggio dal pubblico al privato o all’estero, un dato meno allarmante rispetto ad altre regioni, ma che non cancella la pressione quotidiana sui reparti. Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca della Federazione dei medici internisti ospedalieri presentata al 31° congresso nazionale Fadoi di Rimini.
L’indagine rivela che in Puglia i numeri sui gettonisti, soprattutto nei pronto soccorso, e quelli sulla voglia di fuga dei medici raccontano che “gli ospedali fanno sempre più fatica a garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro sostenibili”. La presenza di gettonisti nelle Medicine interne risulta contenuta: il 90% dei rispondenti dichiara che nella propria Unità operativa non operano professionisti autonomi. Nei pronto soccorso, tuttavia, il 30% segnala ancora il ricorso a medici a gettone, segno che le difficoltà di copertura dei turni non sono del tutto superate.
La richiesta principale è la riclassificazione delle Medicine interne come reparti a medio-alta intensità di cura, indicata dal 70% dei rispondenti. Seguono l’assunzione di personale medico e infermieristico, al 60%, e il rafforzamento del coordinamento ospedale-territorio, al 30%. “I dati regionali – sottolinea il presidente della Fadoi Puglia Salvatore Lenti – confermano che la Medicina interna è uno dei punti nevralgici dell’ospedale: qui arrivano pazienti fragili, anziani, spesso con più patologie contemporaneamente. Per questo servono organici adeguati, team stabili e un riconoscimento coerente della complessità assistenziale. Non è una questione corporativa: ne va della salute dei medici, ma soprattutto della sicurezza dei pazienti”.

