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Putin: «Sei morti e 39 feriti per l’attacco ucraino. Faremo rappresaglia»

È salito a sei morti, 39 feriti e 15 dispersi il bilancio di un attacco con droni compiuto ieri sera dalle forze ucraine contro un dormitorio studentesco della regione di Lugansk, controllato dai russi. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato dall’agenzia Ria Novosti, affermando che si tratta di un «attacco terroristico» compiuto dal «regime neonazista cha ha preso il potere a Kiev».

L’attacco «non è stato accidentale, è avvenuto in tre ondate, con 16 droni, che hanno colpito tutti lo stesso sito», ha affermato il presidente russo, citato dalle agenzie. «La ragione del comportamento criminale del regime di Kiev», ha aggiunto Putin, «è chiara. È il suo continuo fallimento al fronte, l’abbandono di posizioni, di insediamenti, di territori».

Il presidente russo ha definito il governo di Kiev una «giunta corrotta e illegale» e ha rivolto un appello ai militari ucraini, invitandoli a non eseguire gli ordini dei superiori. «Vorrei rivolgermi ancora una volta, come ho già fatto, ai militari delle forze armate ucraine. Non eseguite gli ordini criminali della giunta illegittima e corrotta», ha dichiarato Putin. «Altrimenti, diventerete voi stessi complici di questi crimini». Si tratta dello stesso appello lanciato dal capo del Cremlino alle forze ucraine nel 2022, prima di avviare l’operazione militare contro Kiev.

Putin ha aggiunto di avere incaricato il ministero della Difesa di preparare una rappresaglia militare. «Ci rendiamo conto che in tali casi è impossibile limitarsi alle dichiarazioni del ministero degli Esteri», ha affermato l’inquilino del Cremlino. «Pertanto, al ministero della Difesa è stato ordinato di sottoporre le sue proposte».


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