Lavoro, manifatturiero ancora rilevante. A Trieste e in FVG vi lavora un terzo dei dipendenti
22 maggio 2026 – ore 07:00 – Partite Iva, il boom del turismo, i ‘nuovi mestieri’ legati a IA e digitalizzazione. Se ne ciancia tanto anche a Trieste e in Friuli Venezia Giulia, ma scorrendo i dati gran parte dell’occupazione rimane legata al lavoro dipendente e, ancor più, al mondo manifatturiero e industriale. Lo confermano i numeri dell’Osservatorio dell’Inps relativi all’ultimo decennio, tra il 2014 e il 2024. Le statistiche, da poco rese pubbliche, evidenziano come seppure tra delocalizzazioni, crisi energetiche e dazi all’export, le manifatture continuino a garantire un terzo del lavoro dipendente della Regione FVG. Stando ai dati dell’ultimo anno disponibile e cioè il 2024, la Regione annovera 381mila dipendenti, dei quali ben 113mila impiegati nell’ambito manifatturiero, risultando in 5 milioni di mezzo di settimane retribuite in un anno.
A confronto con dieci anni fa il lavoro dipendente legato alle fabbriche risulta in realtà in crescita; all’epoca, nel 2014, dava lavoro a 104mila persone, creando circa 5 milioni di settimane retribuite. D’altronde, con riferimento a Trieste, uno degli enti che ha assunto di più è stata proprio la BAT, British American Tobacco, con l’impianto in Porto Franco. Non bisognerebbe pertanto sottovalutare l’ambito industriale, spesso considerato a torto un ‘grande malato’.
Dati positivi, seppure considerando sempre il decennio 2014-2024, anche per i dipendenti del commercio; nel 2024 vi hanno lavorato 48mila persone, generando 2 milioni e 200mila settimane retribuite. In un periodo di dieci anni la crescita stavolta si assesta sul 12%. In comparazione appaiono molti meno gli occupati nel settore alberghiero e ristorativo, il quale invece gode sempre di grande spazio sui media. Appena 41mila persone e la maggior parte stagionali, con 1 milione e mezzo di settimane di paga. In questo caso tuttavia l’aumento a confronto col 2014 appare notevole, assestandosi sul 60%. Sembra infine meno classificabile il terzo ambito, riassumibile dal codice ATECO come ‘noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese‘. Questi comprende una vasta gamma di imprese, tutte caratterizzate da una forte precarietà: pulizie, agenzie di lavoro interinale, call center, supporto amministrativo, organizzazione di fere e convegni, ecc ecc. In questo caso nel 2024 vi lavoravano 41500 persone; pertanto anche qui in crescita a confronto coi 31mila del 2014, con un milione e 600mila settimane retribuite.
A livello regionale, nell’insieme, i lavoratori dipendenti nel 2024 erano 381mila; un aumento pertanto del 22% a confronto coi 313mila del 2014. Dati che invitano, di nuovo, a non sottovalutare l’elemento industriale/ manifatturiero, attorno a cui si ricama spesso una narrazione fatalistica.
Articolo di Zeno Saracino




