finto maresciallo raggira una diciassettenne, ma la fuga finisce al casello – Forlì24ore.it

Polizia Stradale e Carabinieri arrestano due persone e recuperano 5.000 euro tra contanti e gioielli sottratti a una minorenne sola in casa
Una telefonata sul fisso di casa, l’ansia per un genitore in difficoltà e il finto militare che si presenta alla porta. È la classica e spietata dinamica della “truffa del falso carabiniere”, che questa volta ha preso di mira una ragazza di appena 17 anni, rimasta sola nell’abitazione di famiglia. Il piano dei malviventi sembrava riuscito, ma la reazione immediata dei vicini e il perfetto coordinamento tra le forze dell’ordine hanno trasformato la fuga in un vicolo cieco lungo l’autostrada A14.
I fatti si sono svolti nel tardo pomeriggio dello scorso 14 maggio. La giovane è stata agganciata al telefono da un uomo che si è qualificato come maresciallo dei carabinieri, spiegandole che il padre si trovava in caserma a causa di un furto commesso da terzi con i suoi dati anagrafici. Conquistata la fiducia della minore e facendosi consegnare anche il numero di cellulare del genitore, il sedicente militare l’ha convinta a raccogliere tutti i contanti e i gioielli presenti in casa, sostenendo che un collega sarebbe passato a prelevarli per un controllo. Pochi minuti dopo, un complice si è presentato alla porta, ha preso il bottino ed è scappato a bordo di un’auto.
A far saltare il piano è stata la fretta del truffatore, che ha insospettito alcuni vicini di casa. Allertati i familiari della ragazza e i veri Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Cesena, è scattata immediatamente la raccolta di informazioni sul veicolo in fuga. Le coordinate sono state trasmesse in tempo reale al Centro Operativo Polizia Stradale di Casalecchio di Reno, che ha fatto convergere le pattuglie sulla A14, tra Cesena Nord e Bologna, attivando un dispositivo a reticolo per blindare le vie d’uscita.
L’intercettazione decisiva è stata firmata da una pattuglia della Sottosezione di Bologna Sud, che ha bloccato la vettura dei sospettati proprio al casello di San Lazzaro di Savena. Addosso all’uomo e all’interno dell’abitacolo i poliziotti hanno ritrovato l’intera refurtiva: mille euro in contanti e diversi monili d’oro, per un valore complessivo di circa 5.000 euro.
I due presunti autori del raggiro, un uomo di 48 anni e una donna di 29 anni, entrambi originari del napoletano, sono stati accompagnati negli uffici della Sottosezione e, su disposizione del Pubblico ministero della Procura della Repubblica di Bologna, condotti in carcere con l’accusa di truffa aggravata. Tutto il denaro e i gioielli recuperati sono stati restituiti alla giovane vittima e alla sua famiglia poche ore dopo il furto, mettendo il sigillo su una sinergia lampo tra l’Arma e la Polizia di Stato.
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