Condividere l’energia (solare) in eccesso col vicino, la sperimentazione in Slovenia
21 maggio 2026 – ore 10:30 – Qualcuno si ricorda delle comunità energetiche? Condividere l’energia in eccesso, redistribuirla e soprattutto diminuire il costo dell’elettricità per l’intera comunità, anzi in alcuni casi giungere in surplus. L’idea di sfruttare i picchi di energia prodotti da alcuni sistemi, come i pannelli solari sui tetti, in determinati periodi onde beneficiare il vicinato e facilitare la resa energetica aveva riscosso grande entusiasmo anche a Trieste, con apposite conferenze e interesse anche da parte del mondo associativo, sportivo in primis. Però, dopo qualche anno, se ne era parlato sempre meno e al momento di comunità energetiche non se discute più molto.
Ricorda molto la precedente iniziativa italiana la proposta della Slovenia che si è attivata onde consentire a chi produce energia elettrica con un sistema fotovoltaico di condividere il surplus energetico con i vicini, gli amici e in generale il quartiere. Il sistema adoperato da Lubiana in sostanza ‘premia’ chi ha un proprio sistema di pannelli solari e i piccoli produttori, incoraggiando la transizione a livello di singolo individuo/ casa.
Specificatamente il gestore della rete elettrica ELES ha dichiarato che i partecipanti potranno registrarsi al sistema a partire da giugno e che questo sarà operativo nella pratica a partire da luglio. Fino ad ora, qualsiasi elettricità in eccesso che una famiglia non utilizzava veniva reimmessa nella rete. Con il nuovo sistema, quell’energia in surplus può invece essere allocata ad altri consumatori. I partecipanti non devono nemmeno vivere nella stessa città o regione. “Chiunque può partecipare come destinatario, ad eccezione delle grandi aziende e delle imprese per le quali la condivisione di elettricità costituirebbe un’attività economica,” ha dichiarato ELES. I proprietari di impianti solari che partecipano al sistema di scambio potranno però partecipare solo come fornitori di elettricità, non come destinatari.
Il sistema opererà con intervalli di 15 minuti. I proprietari di impianti solari potranno concordare di condividere l’elettricità con uno o più consumatori e specificare per ciascuno la quota di elettricità in surplus che riceve durante ciascun intervallo di 15 minuti. L’elettricità condivisa non viaggerà fisicamente attraverso la rete, ma verrà gestita a livello amministrativo e si rifletterà solo sulla bolletta elettrica del destinatario. In questo modo i destinatari potranno ridurre il costo dell’elettricità consumata durante i periodi di 15 minuti in cui l’impianto del fornitore sta immettendo energia in surplus nella rete. Se il destinatario non utilizza tutta l’elettricità condivisa durante un specifico intervallo di 15 minuti, l’energia non utilizzata andrà al fornitore di elettricità. Le tariffe di rete e altri oneri saranno fatturati in base al consumo effettivo dalla rete. Infine chi ha energia solare in surplus potrà non solo condividerla, ma anche venderla a uno o più destinatari a un prezzo concordato in precedenza nell’ambito di un accordo legale formale. Il prezzo sarà interamente lasciato alle parti coinvolte; ed è chiaro come su quest’aspetto molti elementi rimangano ancora fumosi.
Articolo di Zeno Saracino




