cosa cambia per chi aspetta un alloggio

Le graduatorie per le case Ater in Friuli Venezia Giulia si fermano. La pubblicazione, attesa da molte famiglie, è stata rinviata a data da destinarsi dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il requisito della residenza anagrafica di almeno due anni continuativi in regione per poter accedere ai bandi di edilizia sovvenzionata. Il nodo ora passa al Consiglio regionale. Il 10 giugno sarà infatti presentato in aula un nuovo disegno di legge per adeguare la normativa alla decisione della Consulta.
Residenza sì, ma senza vincoli temporali
La nuova proposta, secondo quanto anticipato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, manterrà l’obbligo di residenza in Friuli Venezia Giulia, ma eliminerà il vincolo temporale. “Prevede l’obbligo di residenza in Fvg, non più un tempo di residenza, ma la residenza sì”, ha spiegato l’assessore. In sostanza, per partecipare ai bandi Ater continuerà a essere necessario risiedere in regione, ma non sarà più richiesto di dimostrare una permanenza continuativa di almeno due anni.
Riammesse circa 70-80 persone
Secondo quanto riferito dalla Regione, sarebbero circa 70-80 le persone rimaste escluse dalle graduatorie attuali a causa del requisito ora cancellato dalla Consulta. Queste domande verranno riammesse. Resta però aperta una questione: cosa accadrà a chi, sapendo di non avere il requisito dei due anni, ha deciso di non presentare nemmeno la domanda? Il rischio, ora, è che possano aprirsi nuovi contenziosi o richieste di riammissione. Su questo punto la posizione della Regione è prudente. “Siccome dovremo uscire con altri bandi, noi consigliamo di partecipare ai futuri bandi”, ha risposto Amirante.
Migliaia di alloggi, ma molti restano vuoti
Il tema delle graduatorie si intreccia con un problema più ampio: la disponibilità reale degli alloggi pubblici. In Friuli Venezia Giulia gli appartamenti Ater sono circa 29mila, ma circa 4mila risultano vuoti perché da ristrutturare.
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