Calabria a rilento sulle rinnovabili: realizzato il 18% del target 2030
A riaccendere il dibattito, qualche giorno fa, era stato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini: «La Calabria non sta facendo i compiti a casa». Un affondo diretto, arrivato in riferimento all’impegno prodotto dalla Regione in tema di rinnovabili e al raggiungimento dei target assegnati alle Regioni dal decreto ministeriale sulle Aree idonee. Ieri il Sole 24 Ore, in un ampio servizio, ha evidenziato come la corsa verso il 2030 proceda molto a rilento.
La Giunta guidata da Roberto Occhiuto ha una doppia sfida davanti a sé: accompagnare fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse e accumuli; evitare una giungla autorizzativa di progetti immaturi, contenziosi, opposizioni locali, vincoli e titoli ottenuti più per rivenderli che per costruire. La Regione punta a rafforzare il raccordo con Terna, distributore, Ministero dell’Ambiente e Gse. L’obiettivo è un sistema informativo integrato, per unire impianti autorizzati, accumuli, progetti e aree idonee: meno progetti al buio, più localizzazioni coerenti, meno conflitti. Insomma, razionalizzare per evitare i colli di bottiglia.
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