Musk e Bezos contro la beneficenza: “Meglio dare lavoro che donare soldi”. Ma la rete insorge

“Se faccio bene il mio lavoro, il valore per la società generato dalle mie aziende sarà molto, molto più grande del bene che faccio attraverso le donazioni benefiche”. Sono le parole che Jeff Bezos, fondatore di Amazon, a cui Forbes attribuisce una ricchezza personale di 270 miliardi di dollari, ha dichiarato in un’intervista a Cnbc. Elon Musk le ha commentate in un post su X scrivendo “vero“.
Moltissimi utenti hanno criticato il messaggio postato da Musk – 13 milioni di visualizzazioni – puntando il dito contro la posizione dei due imprenditori, ricordando che sono tra i meno filantropici al mondo. “Solo scuse per accumulare ricchezza a spese della gente comune. Siete disgustosi”, si legge in un commento. “I miliardari – recita un altro post – non sono geniali ma sfruttatori dei lavoratori e con nessuna aderenza alla realtà”. E ancora: “Creare lavoro è fantastico, aiutate i dipendenti a guadagnarsi da vivere e loro aiutano a generare i vostri profitti. Ma la vera domanda è: da tutto il denaro che i vostri dipendenti vi fanno guadagnare, quanto ne donate senza aspettarvi nulla in cambio? Questa è la carità che Dio chiede”.
Bezos era già stato criticato in passato per non aver firmato il Giving Pledge, la campagna fondata da Warren Buffett e Bill Gates per incoraggiare i mega ricchi a offrire la loro ricchezza in beneficenza, attirando più di 230 firmatari tra cui Elon Musk e Mark Zuckerberg. Le donazioni del miliardario statunitense si concentrano su due iniziative da lui stesso create, la Bezos Earth Fund, per la lotta al cambiamento climatico, e la Bezos Day One Fund, che aiuta le persone senza fissa dimora e finanzia le scuole gratuite.
La Musk Foundation – 14 miliardi di dollari di patrimonio – non è riuscita a rispettare quello che prevede la legge che obbliga le fondazioni private a devolvere annualmente il 5% del loro patrimonio, obiettivo fallito dal 2021 al 2024.
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