Attivisti della Flotilla cominciano ad arrivare a Ashdod su navi Idf
I partecipanti della Flotilla fermati dalla marina militare israeliana al largo delle coste di Cipro stanno iniziando ad arrivare al porto di Ashdod. Lo conferma all’ANSA il portavoce di Adalah, la Ong che assiste legalmente in Israele i partecipanti della missione e che ha iniziato a incontrare alcuni dei partecipanti fermati. «Il team legale di Adalah contesterà la legalità di queste detenzioni e chiederà l’immediato rilascio di tutti i partecipanti alla flottiglia», ha affermato Adalah in una nota. Ieri notte Israele ha affermato di avere intercettato tutte le imbarcazioni, fermando 430 attivisti.
Intanto ottantasette attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla, fermati dall’Idf e diretti in Israele, hanno iniziato uno sciopero della fame. In un post pubblicato sulla piattaforma social statunitense X, la flottiglia ha affermato che, per la seconda volta in tre settimane, l’esercito israeliano, che si autodefinisce ’l’esercito più morale’, ha “rapito i loro compagni in acque internazionali”. La flottiglia ha chiesto il rilascio di tutti gli attivisti “nelle mani delle autorità israeliane” e ha esortato i governi a condannare l’“atto di pirateria”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto nella notte diversi contatti con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar e ha insistito perché i cittadini italiani, fra cui un parlamentare e un giornalista, vengano liberati e messi in condizione di ripartire al più presto, insistendo perché siano tutelati l’incolumità e i diritti di ogni singolo attivista. Lo comunica la Farnesina. I funzionari dell’Ambasciata d’Italia sono in contatto con le autorità del porto di Ashdod per prestare assistenza consolare ai connazionali e favorire la partenza per l’Italia. Gli attivisti dovrebbero essere trasferiti in una struttura per le identificazioni e poi messi in grado di ripartire
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