Veneto

machete e spray urticante per strada a Venezia

Un nuovo episodio di violenza ha scosso il centro storico di Venezia nella notte tra sabato e domenica. In riva dei Gesuati, nel sestiere di Dorsoduro, due gruppi familiari di origine tunisina si sono affrontati in strada utilizzando armi da taglio e spray urticante, sotto gli occhi di residenti e passanti. Alcuni momenti della rissa sono stati ripresi con i telefoni cellulari e diffusi successivamente sui social network.

Secondo le prime ricostruzioni, lo scontro avrebbe coinvolto appartenenti a due famiglie tunisine già note alle forze dell’ordine per precedenti episodi di tensione avvenuti negli ultimi mesi nel centro storico lagunare. Le indagini sono ora affidate agli investigatori, che stanno cercando di chiarire dinamica, responsabilità e possibili motivazioni dell’accaduto.

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L’aggressione e il ferimento di due fratelli

Nel corso della serata, due fratelli, rispettivamente di 32 e 22 anni, si trovavano in compagnia di altre persone lungo la fondamenta quando sarebbe iniziata la lite. Secondo le testimonianze raccolte, il confronto sarebbe degenerato rapidamente dopo un gesto provocatorio, con il lancio di una sedia verso il gruppo rivale.

Da quel momento la situazione sarebbe sfuggita al controllo. Durante la rissa sarebbero comparsi un machete, una mannaia e spray al peperoncino. I due fratelli hanno riportato ferite da taglio: il maggiore è stato colpito al braccio, mentre il 22enne avrebbe subito lesioni alla mano nel tentativo di proteggersi da un fendente diretto al volto. Il giovane è rimasto ferito anche al mento e a un ginocchio durante la colluttazione.

Trasportato all’ospedale Civile di Venezia, il 22enne è stato medicato con punti di sutura e dimesso con una prognosi di circa 15 giorni. Il fratello maggiore avrebbe invece riportato ferite considerate meno gravi.

I video diffusi sui social

Parte dello scontro sarebbe stata documentata in diretta attraverso alcuni video pubblicati su TikTok e su altre piattaforme social. Le immagini mostrerebbero momenti concitati della rissa e persone in fuga lungo la fondamenta mentre venivano esplosi colpi con armi da taglio e utilizzato spray urticante.


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In uno dei filmati più condivisi si vedrebbe il giovane ferito cadere a terra mentre tenta di difendersi dagli aggressori. La presenza di numerosi spettatori e la rapidità con cui i contenuti si sono diffusi online hanno contribuito ad aumentare la preoccupazione tra i residenti della zona.

Secondo alcune testimonianze raccolte dopo i fatti, durante l’aggressione era presente anche una donna incinta che avrebbe vissuto momenti di forte tensione a causa dello spray al peperoncino utilizzato nel corso dello scontro.

Una faida che dura da mesi

L’episodio si inserisce in un quadro di tensioni che da tempo coinvolgerebbe le due famiglie tunisine. Gli investigatori stanno valutando eventuali collegamenti con altri episodi di cronaca avvenuti recentemente nel centro storico veneziano.

Il 32enne rimasto ferito nella rissa sarebbe infatti uno dei due uomini della famiglia accoltellati lo scorso aprile in calle lunga San Barnaba. In quell’occasione due persone erano finite in ospedale dopo un’aggressione avvenuta in pieno centro.

Nelle settimane successive si erano registrati ulteriori episodi di violenza. Tra questi, il pestaggio di un giovane nella zona dei Santi Apostoli e soprattutto la morte di un 22enne tunisino, Jamel Mallat, trovato senza vita all’inizio di maggio nel Rio di San Polo. Secondo quanto emerso nelle prime ricostruzioni, il giovane sarebbe annegato dopo aver perso l’equilibrio nei pressi di corte Amaltea.

Gli inquirenti stanno cercando di comprendere se tutti questi episodi siano legati da un unico contesto di rivalità e ritorsioni tra i due gruppi familiari.

Le ipotesi investigative

Le autorità mantengono il massimo riserbo sulle indagini, ma tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero vecchi contrasti personali, vendette e possibili regolamenti di conti maturati all’interno della comunità tunisina veneziana. Alcune testimonianze parlano anche di dissidi legati al traffico di droga e a debiti accumulati nel tempo.

Queste ricostruzioni, tuttavia, vengono respinte dalle famiglie degli interessati che negano qualsiasi coinvolgimento in attività di spaccio e sostengono di non avere rapporti con gli altri. Resta comunque alta la tensione tra i due nuclei, con accuse reciproche e un clima di forte ostilità che, secondo chi vive nella zona, sarebbe ormai evidente da mesi.

Secondo alcune persone ascoltate dopo l’ultima aggressione, il secondo gruppo sarebbe numericamente inferiore ma particolarmente aggressivo. Altri residenti riferiscono invece di vivere in uno stato di crescente paura, temendo nuove ritorsioni e ulteriori episodi di violenza.

Cresce la preoccupazione tra residenti e commercianti

L’ennesimo episodio avvenuto nel cuore del centro storico ha riacceso il dibattito sulla sicurezza a Venezia. Residenti e commercianti della zona riferiscono di una situazione sempre più difficile da gestire, soprattutto nelle ore serali, con frequenti tensioni tra gruppi di giovani e timori legati alla microcriminalità.

Dopo i fatti di riva dei Gesuati, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nelle aree considerate più sensibili del centro storico, aumentando il numero di pattuglie e monitorando con attenzione i movimenti dei soggetti coinvolti nelle recenti aggressioni.

La comunità veneziana attende ora gli sviluppi dell’inchiesta, mentre cresce la richiesta di interventi capaci di prevenire nuovi episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza nelle calli e nelle fondamenta cittadine.


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