“Molti allenatori mi dicevano che ero stupida e che non sarei mai entrata in top 100”: la rivincita di Sabalenka
“Molti allenatori mi dicevano che ero stupida e che l’unica cosa che sapevo fare era colpire la palla con troppa forza, che non sarei mai entrata nella top 100”. Ma Aryna Sabalenka si è rimboccata le maniche, ha lavorato tanto e a 28 anni ha già vinto quattro slam: due volte gli Us Open, due volte gli Australian Open. Ed è attualmente la numero uno al mondo nel ranking Wta. La tennista bielorussa sta preparando il Roland Garros e intanto a Vogue ha svelato alcuni retroscena sulla sua carriera.
Dopo inizi complicati, tutto cambia con un imprenditore bielorusso, Alexander Shakutin, che ne intravede il suo potenziale e le fornisce il primo sostegno economico: “È stato lui a credere veramente in me – ricorda – C’erano altre persone che credevano in me, ma è stato lui ad aiutarmi davvero”. Nel 2019 la morte improvvisa del padre mentre lei si stava allenando a Minsk. “Dicono che il tempo aiuti, ma ora faccio più fatica perché so quanto mio padre si sarebbe divertito vedendo il mio successo – dice – Ci sono tanti padri nel circuito e quando vedo un padre orgoglioso, penso: ‘Ragazza, goditi questo momento, perché non sai mai cosa ti aspetta’”.
Un altro evento drammatico nella vita di Aryna Sabalenka è stato quello della morte dell’ex fidanzato Konstantin Koltsov, che perse tragicamente la vita il 18 marzo 2024, cadendo dal balcone del 23esimo piano di un hotel a Miami. La morte fu classificata come suicidio. All’epoca, Sabalenka non era già più la sua compagna: “Ho litigato con il poliziotto quando è arrivato a darmi la notizia – racconta – non riuscivo ad accettarlo“. Per cercare di superare quel momento, partecipò ugualmente al torneo e perse al terzo turno, spaccando una racchetta in campo e annullando la conferenza stampa post partita. “Tornare a lavorare era l’unica soluzione“. Infine Sabalenka ha concluso: “Non passo molto tempo sui social, ma a volte vedo commenti a caso e chiedo al mio manager: ‘Davvero la gente mi odia così tanto?’. Giudicano il tuo aspetto, le tue urla, la tua nazionalità, persino la tua vita privata”.
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