Toscana

Minori denunciati a Siena, Diop: “Non basta indignarsi, serve risposta educativa e collettiva”

Scritto da Antonio Cannata, martedì 19 maggio 2026 alle 18:41

“Il quadro che ci restituiscono le indagini delle autorità inquirenti di Siena necessita di una riflessione profonda”.

È il commento della vicepresidente Mia Diop riguardo agli esiti dell’indagine diretta dalla procura minorile di Firenze che ha portato alla denuncia da parte della Digos di Siena di 13 minori per apologia di fascismo, odio razziale, detenzione di armi e di materiale pedopornografico.

“Occorre certamente indignarsi e condannare – aggiunge Diop – perché queste ragazze e queste ragazzi sbagliano, hanno scelto di stare dalla parte sbagliata della storia e rivelano la propria terrificante visione della società intrisa di violenza, odio, fascismo. Occorre denunciare chi nel dibattito pubblico strizza l’occhio all’intolleranza e al razzismo e non si cura della responsabilità di ciò che le sue parole costruiscono o distruggono”. 

“Ma dissociarsi e declamare non basta”, spiega la vicepresidente, che ringrazia le forze dell’ordine e la magistratura minorile per il lavoro svolto. 

“Siamo di fronte a ragazzi cresciuti nelle nostre scuole, nelle nostre città, figli di una Regione, la Toscana che ha pagato cara la conquista della libertà e della democrazia, che oggi si impegna da più parti per tenere viva la Memoria, che ha, come scritto nello stesso Statuto, l’antifascismo tra i valori fondamentali. Per questo, – è il ragionamento di Diop – i fatti di Siena devono dare la scossa a tutta la società toscana, alle famiglie, e prima ancora alle istituzioni, che sono chiamate a intensificare il proprio impegno per costruire comunità coese, solidali, tolleranti”. 

“La Regione – conclude – è pronta a dedicare sempre di più energie contro indifferenza, intolleranza e rigurgiti neofascisti, altresì però chiede che le agenzie educative, a partire dalla scuola, abbiano strumenti e risorse per costruire percorsi efficaci a diffondere tra le nostre ragazze e i nostri ragazzi la cultura del rispetto”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »