La dimensione dolce degli italiani tra zucchero, dolcificanti e nuove abitudini

Dolce vita quella degli italiani che, nell’88,4% dei casi, attribuiscono molta importanza ad aggiungere dolcezza alla propria esistenza e, nel 76,4%, non fanno mistero di utilizzare zucchero o dolcificanti negli alimenti. A rilevarlo un’indagine realizzata da Astraricerche per conto di Eridania che ha coinvolto un campione di mille persone dai 18 anni in su. In particolare, a dispetto dell’importanza crescente dei succedanei, lo zucchero tradizionale viene scelto in via esclusiva dal 56,8% dei consumatori, superando i dolcificanti, utilizzati in esclusiva o quasi dal 12,2% del campione. Quasi un terzo degli intervistati (31,1%) tende, invece, a utilizzare entrambi, con punte del 40% tra Zoomer e Millennial. Secondo i rispondenti, nei prossimi anni il consumo sarà sempre più segmentato in base alle occasioni d’uso. Tra i prodotti preferiti da qui al 2030 troviamo così lo zucchero di canna (dark, integrale ecc.), scelto dal 53,2% della popolazione, davanti a zucchero classico (49,6%), zucchero fine (37,1%), stevia (36,3%), zucchero con fibre (35,3%), erititrolo (31,9%), zucchero bio (31,2%) e ‘zero calorie’ (25,4%).
“Storicamente guidata dal prezzo, la categoria dello zucchero e dei dolcificanti guarda oggi, oltre che alla qualità, anche alla specializzazione e alla sostenibilità – spiega Alessio Bruschetta, amministratore delegato di Eridania – Nell’intento di rispondere alle esigenze di ogni consumatore puntiamo così sulla personalizzazione e sull’ampliamento di gamma celebrando la diversità dei gusti e il valore delle occasioni di condivisione quotidiana”. Proprio i piccoli momenti di dolcezza rivestono un ruolo chiave nella vita degli italiani, soprattutto se condivisi con familiari e amici. Esperienze irrinunciabili sarebbero, in tal senso, il consumo o la preparazione di un dolce in compagnia (41,6% degli intervistati) e la pausa caffè (32,8%). Meno centrali, invece, la celebrazione di un successo (19,2%) e il recupero di energia dopo attività come sport, studio o lavoro (12,5%). Differenze importanti emergono, infine, a livello sociodemografico: le donne tendono a concedersi più facilmente una gratificazione dolce dopo una giornata negativa (34% contro il 26% degli uomini) o una settimana impegnativa (24% contro 19%) mentre gli uomini privilegiano il coffee break (36% contro 30%), considerato un rito irrinunciabile.
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