Tragedia delle Maldive, recuperati due dei quattro corpi dei sub italiani

Genova. Sono stati recuperati e portarti in superficie intorno alle 13.30 di oggi – ora locale di Malé – due corpi su quattro degli italiani morti all’interno di una grotta sull’atollo di Vaavu, alle Maldive. La notizia è stata anticipata da alcuni media locali e poi confermata dal governo maldiviano.
Lo stesso portavoce del presidente ha affermato che gli altri due corpi saranno recuperati domani, mercoledì 20 maggio.
Sul posto sono impegnate le forze della marina maldiviana, insieme alla polizia locale, una squadra sanitaria con specialisti di medicina iperbarica e i tre subacquei e speleologi finlandesi dell’organizzazione Dan Europe.
“Un’operazione estremamente complessa, emotivamente e tecnicamente impegnativa”, ha ribadito Laura Marroni, Ceo di Dan Europe. I subacquei Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist si sono immersi alle 8.20 di questa mattina per raggiungere la cavità interna della grotta di Dhekunu Kandu, dove i sub italiani sono stati individuati in un anfratto senza sbocco.
L’organizzazione dell’intervento di recupero vede i tre speleosub impegnati in profondità, all’interno del tunnel (tra i 56 e i 70 metri), con tecnologia molto avanzata: bombole trimix a circuito chiuso (rebreather) che consentono di stare in profondità più a lungo, scooter d’acqua portatili per contrastare eventuali correnti, rov (telecamere subacquee).
In una sorta di staffetta, a una profondità inferiore, attorno ai 30-40 metri, si trovano i subacquei della marina militare maldiviana (uno di loro è morto nel primo giorno di ricerche). Altri sub della polizia locale sono in acqua alla soglia di prima compensazione, per prendere i corpi e portarli a bordo delle imbarcazioni mentre gli altri, in acqua, emergono nei tempi stabiliti.
Ancora non si sa a chi appartengano i corpi recuperati – i quattro italiani erano comunque uno vicino all’altro nello stesso punto della grotta – e ancora non sono state fornite informazioni sulle loro dotazioni. Non si sa, ad esempio, che tipo di bombole stessero usando per l’immersione ed è probabile che si tratterà di dettagli teoricamente secretati nell’inchiesta portata avanti sia dalle Maldive sia dalla procura di Roma.
Le autorità delle Maldive stanno indagando anche sulla validità dei permessi dei cinque sub italiani per effettuare l’immersione in cui sono deceduti. Il portavoce del governo maldiviano, Mohammed Hussain Sharif, intervistato a RaiNews 24.
Il governo del paese tropicale ieri aveva fatto sapere che erano stati chiesti permessi scientifici per l’immersione sul fondale da tre dei cinque italiani vittime dell’incidente, ovvero la professoressa Monica Montefalcone, l’assegnista Muriel Oddenino e il neolaureato Federico Gualtieri. Secondo fonti locali ufficiali né la figlia della docente, Giorgia Sommacan, né Gianluca Benedetti, la guida e istruttore della barca Duke of York, ne era provvisti.
Il portavoce del governo maldiviano ha anche confermato che “La professoressa Montefalcone era molto conosciuta nel Paese, ha fatto diverse ricerche e molteplici progetti, ogni anno, negli ultimi quattro anni”.




