Shakira assolta dalle accuse di frode fiscale, le spettano 60 milioni: “Trattata come colpevole, per otto anni hanno cercato di distruggere la mia reputazione e la mia salute”
Giustizia è fatta e Shakira canta vittoria. In tutti i sensi. Il giornale di Madrid “El Mundo” ha pubblicato i contenuti della sentenza della Corte Nazionale spagnola che ha scagionato la cantante sudamericana dall’accusa di frode fiscale, ribaltando quanto stabilito dal Tribunale Economico-Amministrativo Centrale nel 2021.
Lei stessa aveva parlato fuor di metafora di questa lunga e costosa vicenda giudiziaria, scrivendone un cenno nel testo della canzone composta ispirandosi alle sue vicende personali e indirizzata contro l’ex compagno Gerard Piquè accusato di averla lasciata sola contro tutti: “Mi hai lasciato con mia suocera come vicina, i media alla mia porta e in debito con il fisco”. Così le strofe di BZRP Music Session #53, (“Out of your League”) del 2023 che, però, per sua grande soddisfazione, le fruttò un record di vendite e tanta simpatia.
I fatti in questione risalgono al 2011 quando il fisco si era effettivamente concentrato su di lei contestandole mancati pagamenti, che riteneva dovuti, sia per ciò che riguardava il reddito sulle persone fisiche che per l’imposta sul patrimonio. A quell’epoca Shakira era in giro per il mondo per il suo The Sun Comes Out World Tour che con 120 concerti in 37 paesi tra America, Asia, Europa e Africa, era dedicato alla promozione dei suoi album She Wolf (2009) e Sale el Sol (2010).
Questo dettaglio, di non poco conto, è stato anche fondamentale per dimostrare la sua innocenza e buona fede di fronte alle accuse di evasione mosse dal fisco spagnolo: l’impegno così prolungato all’estero non poteva essere compatibile con una residenza fisica e fiscale in Spagna. Questa è stata la base della difesa gestita dai suoi legali che avrebbero così dimostrato che l’artista, all’epoca dei fatti contestati, non aveva né una casa, né figli, né una sede aziendale in Spagna.
Ciò nonostante, l’Agenzia delle Entrate la obbligò comunque a pagare le tasse su tutti i guadagni del tour senza tenere conto delle sue spese e causandole perdite significative.
A salvare la posizione di Shakira ci sono invece 20 giorni, quelli che mancano al raggiungimento della quota sostanziale di permanenza in un paese per poter affermare che quella sia la residenza principale.
La Quarta Sezione del Tribunale Amministrativo, stando a quanto riportato da El Mundo, “ha sottolineato che la stessa Amministrazione non è riuscita a comprovare la permanenza della cantante nel Paese per 183 giorni, il periodo legalmente richiesto per la costituzione di obblighi fiscali. Al massimo, affermano, la sua permanenza ammonta a 163 giorni, includendo sia i giorni certificati che quelli presunti”.
Un periodo non sufficiente, dunque, per poter affermare che quella fosse la base principale delle sue attività, dei suoi interessi economici e dei suoi legami familiari. “Non vi era alcun rapporto coniugale con un residente in Spagna, né vi erano figli minorenni dell’appellante residenti in Spagna in quell’anno” si legge anche nella sentenza che ha smontato la teoria in base alla quale l’artista colombiana avesse “una relazione sentimentale con un residente spagnolo”.
Le vicende legate alla storia con Piquè erano note e riempivano le pagine dei giornali, ma a livello giuridico, questo “non può essere legalmente equiparato a un vincolo matrimoniale”, come richiesto dalla legge sulla materia.
Ora, l’Agenzia delle Entrate spagnola dovrà rimborsare a Shakira 55 milioni di euro da sommarsi agli interessi, per un totale che, secondo i suoi legali, supererà i 60 milioni di euro.
“Dopo oltre otto anni di brutale scrutinio pubblico, campagne orchestrate per distruggere la mia reputazione e innumerevoli notti insonni che alla fine hanno influito sulla mia salute e sul benessere della mia famiglia, la Corte Nazionale ha finalmente ristabilito la verità – ha dichiarato l’artista aggiungendo che – non c’è mai stata alcuna frode e l’Amministrazione stessa non è mai stata in grado di dimostrare il contrario, semplicemente perché non era vero”.
Shakira prosegue con le recriminazione spiegando di essersi sentita “trattata come colpevole” per quasi un decennio e aggiungendo infine che: “Il mio più grande desiderio è che questa decisione crei un precedente per l’Agenzia delle Entrate e sia di aiuto alle migliaia di cittadini anonimi che ogni giorno vengono maltrattati e schiacciati da un sistema che presume la loro colpevolezza e li costringe a dimostrare la propria innocenza sull’orlo della rovina economica ed emotiva. Questa vittoria è dedicata a loro”.
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