Ritardi nei fondi per le bonifiche, l’associazione amianto chiede una nuova conferenza regionale
Oristano
Giampaolo Lilliu sollecita gli assessorati all’Ambiente e alla Sanità: “Si faccia a Oristano, città simbolo della lotta alla fibra killer”
Una nuova conferenza regionale sull’amianto, da convocare con urgenza, e Oristano come sede dell’incontro, “città simbolo della lotta alla fibra killer”. È la richiesta avanzata da Giampaolo Lilliu, presidente dell’Associazione regionale ex esposti amianto della Sardegna, in una nota inviata via Pec agli assessorati regionali dell’Ambiente e della Sanità.
L’associazione chiede che la Regione promuova quella che sarebbe la seconda conferenza regionale sull’amianto, ritenuta indispensabile per programmare nuovi interventi di contrasto, nel rispetto della legge nazionale 257 del 1992 e della legge regionale 22 del 2005, che secondo gli ex esposti sarebbero state applicate solo in parte.
Al centro della denuncia ci sono i ritardi nell’attuazione del Programma degli interventi 2025 per la protezione, la decontaminazione, lo smaltimento e la bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto, approvato nel dicembre scorso dalla Giunta regionale su proposta dell’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi.
Secondo quanto ricostruito dall’associazione, il piano annuale prevede risorse complessive per un milione e mezzo di euro. Alla Provincia di Oristano sarebbero destinati circa 369mila euro per incentivare la bonifica dell’amianto negli immobili privati, mentre altri 70mila euro dovrebbero andare al Consorzio di bonifica dell’Oristanese per interventi sulle condotte in cemento amianto.
“Ad oggi non è pervenuto nessun finanziamento”, denuncia però l’associazione. Di conseguenza, secondo Lilliu, la Provincia non può ancora avviare l’istruttoria per il bando pubblico destinato ai cittadini che intendono effettuare interventi di bonifica nei propri immobili.
Gli ex esposti contestano anche l’impostazione complessiva del piano regionale. Le risorse stanziate vengono definite insufficienti, soprattutto in assenza di un censimento aggiornato sulla reale presenza di manufatti in cemento amianto nell’isola. Un problema particolarmente sentito in provincia di Oristano, dove dagli anni Sessanta fino al 1994 furono attivi due stabilimenti di produzione di manufatti in cemento amianto.
L’associazione giudica inoltre irrisoria la somma destinata ai consorzi di bonifica per le condotte idriche a uso agricolo, ricordando che in Sardegna i consorzi gestiscono circa 4mila chilometri di condotte in cemento amianto.
Tra le criticità segnalate ci sono anche il mancato censimento da parte dell’assessorato regionale alla Sanità, la necessità di rivedere il protocollo regionale di sorveglianza sanitaria per gli ex esposti, la mancata classificazione come siti di interesse nazionale dei due ex stabilimenti del settore cemento amianto e il fatto che l’unica conferenza regionale sull’amianto si sia svolta nel 2014, nonostante la legge ne preveda una ogni anno a partire dal 2005.
L’associazione respinge quindi l’idea che i programmi annuali possano rappresentare da soli un passo decisivo per ridurre la presenza dell’amianto in Sardegna. “I dati dicono altro”, sostiene Lilliu, richiamando l’aumento dei casi di decesso legati all’esposizione ambientale, anche tra cittadini che non hanno avuto contatti lavorativi diretti con la fibra killer.
Da qui la proposta di un piano regionale straordinario sull’amianto, con una durata di almeno cinque anni, prorogabile per altri cinque dopo una verifica dei risultati ottenuti. Un piano che, secondo l’associazione, dovrebbe coinvolgere gli assessorati regionali dell’Ambiente e della Sanità, gli enti locali e le amministrazioni del territorio, con l’obiettivo dichiarato di arrivare ad “amianto anno zero” in Sardegna.
Per Lilliu, un programma di bonifica a lungo termine avrebbe anche ricadute economiche, sociali e occupazionali. L’associazione chiede risorse più consistenti per sostenere i cittadini, fino alla copertura del 100% dei costi di bonifica e rifacimento dei tetti, e l’obbligo di rimozione dell’amianto dagli immobili pubblici o di utilizzo pubblico.

Giampaolo Lilliu
Lunedì, 18 maggio 2026
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