Crisi negozi, Bari punta a diventare Capitale del Commercio
Bari segue le orme di Barcellona, Capitale Europea del Commercio 2026. Il capoluogo pugliese punta ad ottenere lo stesso riconoscimento della metropoli spagnola, per il 2027. La prima pietra per questa candidatura è stata posata questa mattina, in occasione della presentazione del percorso di rinascita e innovazione del commercio di prossimità sul tessuto urbano barese. D’altronde Bari è storicamente città dalla forte vocazione mercantile, piegata negli ultimi anni dalla fisiologica crisi del commercio dovuta allo shopping online e alla proliferazione degli ipermercati sul territorio, a scapito di botteghe e attività storiche di quartiere, simbolo di socialità e presidio di sicurezza.
La corsa per ottenere il riconoscimento promosso dalla Commissione Europea, non punta alla creazione di un dossier teorico, ma pratico, fatto di eventi e percorsi condivisi tra negozianti e cittadini, rinvigorendo quanto già fatto mediante le misure messe in atto negli ultimi anni dal Comune, come ‘Un negozio non è solo un negozio’, ‘Impresa Prossima’, ‘Bari Artigiana’, ‘Scuola Barese del Commercio’ e ‘Strade Vive’. La candidatura andrà presentata entro luglio, per poi scoprire quali saranno le altre città europee in gara, in vista delle valutazioni che porteranno al verdetto entro novembre 2026. Quattro i criteri di giudizio della Commissione Europea: sostenibilità, digitalizzazione, supporto all’imprenditorialità e coinvolgimento della comunità, attrattività e vitalità urbana. La sfida di Bari Capitale Europea del Commercio 2027 arriva in un periodo complesso per molti esercenti del territorio, amareggiati dal calo delle vendite anche a causa dei tanti cantieri disseminati nel centro cittadino, storicamente luoghi simbolo del passeggio e dell’acquisto.




