Addio a Gianclaudio Bressa: l’uomo dell’autonomia che legò Roma all’Alto Adige – Cronaca
BOLZANO. Il mondo politico altoatesino perde una figura che negli ultimi decenni ha avuto un ruolo centrale nei rapporti tra Roma e le autonomie speciali. È morto nelle ultime ore, all’età di 70 anni, Gianclaudio Bressa, storico esponente del centrosinistra, parlamentare per oltre un quarto di secolo e protagonista di molti passaggi chiave legati all’autonomia del Trentino-Alto Adige.
Pur essendo originario di Belluno, il suo nome è stato a lungo strettamente legato al territorio altoatesino. Eletto più volte alla Camera dei deputati nelle liste dell’Ulivo e successivamente del Partito Democratico nella circoscrizione Trentino-Alto Adige-Südtirol, Bressa è stato considerato uno degli interlocutori più influenti sui temi delle autonomie speciali e delle minoranze linguistiche.
Nel corso della sua lunga carriera politica ha ricoperto diversi incarichi istituzionali: sottosegretario alla Funzione pubblica nei governi D’Alema e Amato, poi sottosegretario agli Affari regionali nei governi Renzi e Gentiloni. Si è occupato in particolare di autonomie territoriali, rapporti con le Regioni e tutela delle minoranze linguistiche.
Per l’Alto Adige il suo ruolo più significativo è stato probabilmente quello di presidente della Commissione dei Sei, organismo fondamentale per l’attuazione dello Statuto di autonomia della provincia di Bolzano. Bressa fu inoltre tra gli artefici dell’accordo politico tra Partito Democratico e Svp, una scelta che segnò profondamente gli equilibri politici locali e nazionali.
Nel 2018 era stato eletto senatore nel collegio di Bolzano, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra e dall’intesa con la Svp. Dopo oltre 26 anni di presenza in Parlamento aveva lasciato la politica attiva nel 2022, chiudendo una lunga esperienza istituzionale che lo aveva reso uno dei principali punti di riferimento sul tema delle autonomie speciali.




