Trentino Alto Adige/Suedtirol

Montagna sostenibile, Legambiente premia il Trentino-Alto Adige: quattro bandiere verdi nel 2026 – Cronaca

TRENTO. Il Trentino-Alto Adige si conferma tra i territori più attivi nella costruzione di un modello di montagna sostenibile. Con quattro bandiere verdi assegnate nel 2026, la regione è seconda a livello dell’intero arco alpino, dietro soltanto al Friuli-Venezia Giulia con cinque riconoscimenti. Il dato è stato presentato oggi a Rovereto, all’Urban Center, durante il decimo Summit nazionale delle Bandiere Verdi organizzato da Legambiente.

Le 19 bandiere verdi assegnate quest’anno premiano realtà capaci di creare valore territoriale attraverso sostenibilità ambientale, nuove economie, rigenerazione dei territori, ricerca, tutela delle risorse naturali e nuove forme di vivere la montagna. Tra i protagonisti trentini emerge il progetto Bollait, parola che significa “gente della lana”, ideato da Barbara Pisetta e Giovanna Zanghellini. L’iniziativa recupera e valorizza la lana del Lagorai, trasformando un materiale spesso considerato uno scarto in una filiera locale ed etica che mette insieme allevatori, pastori, artigiane e comunità locali. Un progetto che unisce tradizione, economia e sostenibilità, riconosciuto da Legambiente anche nell’anno internazionale dei pascoli e dei pastori proclamato dall’Onu.

Tra i premiati compare anche l’Università di Trento, riconosciuta per il corso di “Antropologia culturale dei domini collettivi e dei territori”, definito il primo percorso di questo tipo in Italia. Il progetto, realizzato insieme a Slow Food Trentino-Alto Adige, è aperto a tutti gli studenti dell’ateneo e punta a studiare nuovi modelli di governance territoriale e gestione condivisa delle risorse delle comunità montane. E l’associazione Apicoltori Valsugana (Apival).

Ma accanto alle esperienze virtuose, Legambiente richiama l’attenzione anche sui punti critici. Nel 2026 sono infatti sette le bandiere nere assegnate sull’intero arco alpino e tre riguardano il Trentino-Alto Adige, segnale che permangono modelli di sviluppo giudicati poco sostenibili.

Le bandiere nere riguardano il bacino di Anterselva, che «rappresenta emblematicamente i limiti di sostenibilità dei Giochi Olimpici 2026: la promessa di non consumare suolo si è rivelata solo formale, segnando una distanza evidente tra impegni e realtà», la realizzazione di una

nuova area turistico-ricettiva nel comune di Martello (Bz) e, in val di Fassa, l’approvazione, in deroga alle norme urbanistiche, del progetto di demolizione e ricostruzione, con un aumento volumetrico del 450%, del rifugio escursionistico Buffaure.

Nel corso del summit è stato inoltre presentato uno studio sul cosiddetto “Valore aggiunto comunitario”, realizzato su 25 realtà premiate negli anni. Dall’indagine emerge che l’81% delle attività si basa sul volontariato, il 57% supera le 161 ore mensili di lavoro e quasi due realtà su tre sostengono costi superiori a 20 mila euro all’anno. Numeri che, secondo Legambiente, raccontano una montagna che continua a produrre non soltanto economia, ma anche relazioni sociali, tutela del territorio e qualità della vita.

 




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