Trovati i corpi dei due escursionisti dispersi, sono in atto le manovre di recupero

Purtroppo sono terminate le ricerche iniziate ieri, venerdì 15 maggio, dei due escursionisti di cui non si avevano notizie da giorni: i corpi senza vita dei due giovani (uno dei due è classe 2003) sono stati avvistati dall’elicottero della Protezione civile, sul fondo di un canalone sulla cresta tra il monte Piombada e il monte Bottai. Il complesso recupero delle salme è stato affidato ai tecnici del soccorso alpino: i corpi sono stati portati prima al campo base, fissato nel parcheggio del locale “La Sella” a Sella Chianzutan, e poi in obitorio a Tolmezzo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Successivamente, personale del Soccorso alpino è salito nuovamente in quota in elicottero per recuperare gli effetti personali dei due sfortunati alpinisti. Le famiglie dei due si stanno recando sul luogo. Si tratta di un austriaco e un giovane di origine statunitense: dalle prime informazioni, il primo, classe 2003, aveva parcheggiato il suo camper a Palazzolo dello Stella lunedì 11 maggio. Insieme i due avevano poi raggiunto Verzegnis.
Le ricerche
A far partire le ricerche era stata la segnalazione del padre di uno dei due escursionisti, che non davano più notizie da diversi giorni. La loro Vespa era stata individuata a Sella Chianzutan, valico che collega la Carnia alla Val d’Arzino, nei pressi di Verzegnis. In totale si sono mobilitati oltre venti soccorritori, tra Soccorso alpino, Guardia di finanza, personale volontario, vigili del fuoco e Protezione civile.
La squadra di soccorso
I soccorritori nelle ultime ore hanno perlustrato integralmente il sentiero Cai 811, che parte proprio da Sella Chianzutan, controllando i due ricoveri lungo il tracciato, Casera Avrint e il Bivacco Carcadé. Hanno inoltre raggiunto e verificato le cime del Monte Bottai e del Monte Piombada, con attenzione particolare ai versanti più esposti e ai punti potenzialmente critici. Parallelamente è stato percorso anche il sentiero 827, insieme agli accessi dalla Val d’Arzino e da Alesso, sempre fino al Bivacco Carcadé, includendo le bretelle e le scorciatoie secondarie. Nell’area erano stati individuati chiari indizi del passaggio dei due escursionisti.
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