Tragedia alle Maldive, muoiono due giovani ricercatori piemontesi: “Una vita dedicata ai coralli”
Muriel Oddenino, la ricercatrice «col sorriso da bambina e la gentilezza nel cuore» e Federico “Chicco” Gualtieri, il «ragazzo che parlava ai fondali», ripete tra le lacrime chi li ha conosciuti. Sono loro i due piemontesi nel gruppo dei cinque italiani vittime di una tragica immersione alle Maldive. Muriel, biologa marina ed ecologa di Poirino e Federico, istruttore subacqueo di Borgomanero, si trovavano nell’atollo insieme alla loro professoressa e guida, Monica Montefalcone, morta assieme ai suoi ragazzi. Non erano turisti in cerca di svago, ma giovani che avevano scelto di dedicare ogni respiro alla salute del pianeta.
Chi era Muriel Oddenino

A Poirino, Muriel era per tutti la figlia del “dottore”, quel medico di famiglia che per una vita si è preso cura della comunità, in pensione da due anni. Nata nel 1995, ultima di tre fratelli, Muriel aveva negli occhi la curiosità di chi non si accontenta della superficie. Laureata a Torino e poi ricercatrice al dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova, era già una firma dell’ecologia marina. Solo pochi mesi fa aveva pubblicato con altri colleghi uno studio sulla Posidonia oceanica, la pianta che permette al mare di respirare. L’ex sindaca di Poirino, Angelita Mollo, ne parla con il cuore spezzato: «Un dolore immenso e terribile che ci lascia tutti sconvolti e senza parole. Me la ricordo piccina, una bellissima bambina bionda… Una tragedia che colpisce una famiglia stimata e una giovane vita dedicata alla scienza». Quel sorriso puro era diventato il volto di una generazione di scienziati che non ha paura di sporcarsi le mani o di immergersi per ore, pur di capire come salvare i coralli dal riscaldamento globale.
Chi era Federico Gualtieri

Poco più a nord, tra Borgomanero e Omegna, era nato Federico. Per tutti semplicemente “Chicco”. Un ragazzo solare, istruttore Padi esperto e professionista autorizzato, che dopo la triennale in Scienze Biologiche all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli discutendo una tesi sul “Monitoraggio della comunità ittica e di macro invertebrati dei reefs Maldiviani secondo il protocollo ‘Reef Check’”, testimoniando una grande passione per la ricerca e la tutela dell’ambiente. Poi aveva scelto Genova per la magistrale. La sua ultima tesi, dedicata all’ecologia dei coralli negli atolli era un «atto d’amore» verso la biodiversità. «Federico non stava solo studiando i coralli, li stava vivendo», racconta un suo ex compagno di studi. Un ecosistema che già conosceva bene per aver partecipato a una spedizione nel 2022 con altri 70 volontari, guidata anche quella volta dalla professoressa Montefalcone. Federico sarebbe dovuto partire ad agosto per il Giappone, aveva vinto un concorso per un progetto di ricerca. Gli amici lo descrivono così: «Sapeva che ogni metro guadagnato verso il fondo era un pezzetto di conoscenza in più per l’umanità».
Il rettore Menico Rizzi e l’intera comunità accademica dell’Università del Piemonte Orientale «partecipano con profonda commozione al dolore dei familiari per la tragica scomparsa di Federico Gualtieri e di tutte le altre vittime di questo triste incidente».

L’ultima missione è iniziata a bordo della safari boat Duke of York. Intorno alle 13,45 di ieri, il gruppo è sceso verso le grotte di Alimathà, a 60 metri di profondità. È un regno di ombre e coralli molli, dove il silenzio è interrotto solo dal suono del proprio erogatore. Ma da quell’immersione, Federico, Muriel e i loro colleghi non sono riemersi. Le indagini parlano di una possibile iperossia, una tossicità improvvisa da ossigeno che non lascia scampo, togliendo lucidità e coscienza quando il corpo avrebbe più bisogno di aiuto. O forse è stato un guasto tecnico, in un ambiente dove l’errore non è concesso. La Farnesina lavora per riportare a casa i ragazzi, ma il loro spirito resterà legato a quei fondali che — raccontano gli amici — hanno amato più di ogni altra cosa
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