Emergenza idrica a Canicattì, il sindaco: «C’è il rischio di disordini»
«Abbiamo circa 160, 180 richieste da soddisfare. Ci sono anche ristoranti e panifici, oltre che abitazioni private. Già prima del 9 maggio, giorno in cui è cessato lo stato di crisi, avevamo 24 richieste che non si era riusciti a soddisfare. Nell’arco di quattro giorni, l’11, il 12, 13 e 14, siamo arrivati a questi numeri. In media ci sono una quarantina di richieste di autobotte al giorno. Sono troppe. E’ impossibile riuscire a fronteggiare». Lo spiega il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo che sta cercando di fronteggiare l’emergenza idrica che vive la cittadina e il rischio di disordini.
«I cittadini sono esasperati. Ieri ho mandato una nota alla Prefettura perché da un momento all’altro succederà qualcosa di grosso. C’è esasperazione – sottolinea Corbo – . Già il 4 maggio, durante una riunione, avevo chiesto se eravamo o meno nelle condizioni di avere un parco macchine adeguato per soddisfare gli approvvigionamenti idrici. Mi hanno detto di no. Ho chiesto i dati delle persone che avevano fatto richiesta di approvvigionamento idrico. Su 800 istanze mi hanno detto che ne erano state evase appena il 20%. E allora si vuole creare il problema». Il sindaco tenta di tamponare alla meno peggio. Ieri con l’autobotte della Protezione civile sono stati fatti 10 viaggi.
«Non possiamo fare 10 o 15 viaggi al giorno a fronte di 40 richieste. L’Aica non mi ha mandato l’autobotte, ed è ancora più grave – conclude – . Famiglie, anziani, soggetti fragili, istituti scolastici, strutture pubbliche e attività commerciali e produttive continuano a soffrire pesantissimi disagi senza che Aica abbia fornito alcun riscontro operativo e concreto».
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