Banche, da IA potenziale valore di 8 miliardi per il sistema italiano in tre anni
L’intelligenza artificiale può generare per il settore bancario italiano un valore addizionale stimabile di 8 miliardi di dollari in tre anni, pari a circa il 20% dell’utile netto aggregato, grazie a una combinazione di crescita dei ricavi, maggiore efficienza operativa e riduzione del rischio di credito. È quanto emerge dall’analisi condivisa in occasione della nuova edizione dell’Accenture Banking Conference.


“In un Paese come l’Italia, fondato sulle filiere produttive, l’intelligenza artificiale può diventare un potente acceleratore di competitività solo se la trasformazione riuscirà a diffondersi lungo l’intero sistema economico”, sottolinea l’ad di Accenture Italia, Teodoro Lio. Per Paolo Ceschi, responsabile Financial Services di Accenture, “le banche hanno già avviato numerose iniziative di Intelligenza Artificiale e oggi stanno entrando in una nuova fase: quella dell’integrazione dell’IA nei processi chiave dell’organizzazione. Il vero valore emergerà quando l’IA sarà adottata in modo organico”.


Nonostante il forte livello di investimenti globali – solo nel 2024 il settore ha investito oltre 31 miliardi di dollari in IA – e la crescente maturità delle tecnologie, gli istituti bancari continuano a riscontrare difficoltà nell’integrare l’intelligenza artificiale in modo efficace. Persiste infatti un divario significativo tra ambizione e applicazione: l’80% dei leader bancari considera l’IA fondamentale per la crescita, ma meno del 30% si ritiene pronto a integrarla su larga scala. Chi rimanda dunque la trasformazione rischia di doverla rincorrere con meno tempo a disposizione e maggiori costi da sostenere, evidenzia lo studio.
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