Parco nazionale di Portofino, l’appello di Federparchi: “Ora basta contrapposizioni, è un’occasione da non perdere”

Genova. “La recente sentenza del Consiglio di Stato relativa alla perimetrazione dell’istituendo Parco Nazionale di Portofino, ripristinando i confini individuati da ISPRA, sancisce fra l’altro il principio che la tutela ambientale deve essere comunque privilegiata e anteposta rispetto ad interessi locali, particolari e ad altre finalità. Quando il dibattito, anziché percorrere la via del confronto di opinioni e della mediazione fra posizioni diverse, preferisce affidarsi esclusivamente alla contrapposizione ed al contenzioso legale, è inevitabile che le soluzioni siano drastiche e provengano unicamente dalla Legge, piaccia o no, generando scontento e spirito di rivalsa da parte degli sconfitti“.
Queste le parole di Roberto Costa, coordinatore Liguria e consigliere nazionale Federparchi, che commenta la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il ricorso di Regione Liguria che aveva impugnato il ricorso – accolto – di associazioni e comuni contro la definizione dei confini del parco nazionale di Portofino decretata dall’ente regionale sulla base della versione “small” dei tre comuni.
“Proprio per questi motivi riteniamo che la battaglia giudiziaria sia giunta solo alla ennesima tappa ma non sia affatto conclusa e che l’ istituzione del Parco Nazionale sia tutt’altro che cosa fatta, anche perché esiste il rischio concreto che chi, per tutelare interessi particolari e localistici il parco non lo ha mai voluto e lo ha accettato solo perché ridotto alla sua attuale minima superficie, riesca a promuovere la cancellazione della sua istituzione in Parlamento nell’ambito della prossima legge finanziaria: ci ha già provato – prosegue Costa – Ma esiste un’altra eventualità: saper cogliere, subito, da entrambi gli schieramenti contrapposti, l’alternarsi di sentenze ora favorevoli ora contrarie, come un segnale ed una preziosa opportunità per abbandonare una volta per tutte la via della contrapposizione e scegliere invece quella del confronto e del dialogo ad oltranza, chiudendosi letteralmente in una stanza per cercare – e trovare – l’indispensabile mediazione attorno ad una perimetrazione che, prendendo spunto dal dibattito sviluppatosi all’interno della Comunità, costituisca un punto di incontro fra le indicazioni di ISPRA, le democratiche risoluzioni degli Enti locali, la tutela degli interessi legittimi e l’esigenza di dare vita ad un’area protetta gestibile ed estesa, come appare logico, anche all’Area Marina Protetta”
“Occorre che tutti – aggiunge – Ministero Ambiente, Regione, Comuni, Associazioni ambientaliste, portatori di interessi, abbandonino la via della conflittualità perenne, che porta solo danni e fa perdere opportunità preziose al territorio e compiano uno sforzo in più contribuire a soluzioni condivise: solo convincendo contrari e scettici che il Parco Nazionale non è semplicemente un vincolo ma una occasione di conservazione dell’ambiente ma anche di formidabile valorizzazione e sviluppo sostenibile può essere sbloccata l’attuale situazione di stallo. Federparchi è pronta e disponibile a collaborare per arrivare a condividere una perimetrazione che sia denominatore comune per un parco accettato da tutti o quasi. Difficile? Si, ma non impossibile se ci si sforza di ragionare sugli interessi generali, le idee, le proposte, i contenuti, e non si combatte semplicemente, come è accaduto sinora, una battaglia fondata solo sugli interessi particolari, sulle ideologie e sulla contrapposizione politica”.




