Lazio

quarta pista per il Leonardo da Vinci

Un salto enorme rispetto ai numeri attuali, che rende ormai inevitabile l’espansione del “Leonardo da Vinci” e riporta al centro del dibattito il progetto della quarta pista.

La direzione è stata tracciata con la presentazione del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un documento che ridisegna la mappa del traffico aereo italiano e individua nello scalo romano il principale hub strategico del Paese.

Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha parlato apertamente di una scelta non più rinviabile. Secondo il Governo, la crescita registrata negli ultimi anni — con il traffico passeggeri tornato stabilmente sopra quota 230 milioni — impone un adeguamento infrastrutturale capace di sostenere l’espansione prevista nei prossimi decenni. E per Fiumicino questo significa aumentare capacità operativa, voli e collegamenti internazionali.

Il Masterplan elaborato da Enac e Aeroporti di Roma guarda addirittura al 2046 e prevede un intervento di grandi dimensioni, destinato a trasformare profondamente l’assetto dello scalo.

Il progetto interessa circa 267 ettari di territorio, una parte dei quali ricade però all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, il vero nodo politico e ambientale dell’intera operazione.

L’obiettivo dichiarato è portare i movimenti aerei annuali dagli attuali 375mila fino a circa mezzo milione. Un incremento che punta a consolidare il ruolo di Fiumicino come grande porta d’ingresso internazionale del Mediterraneo e snodo centrale dei flussi europei.

Ma il progetto della quarta pista non viene presentato soltanto come una risposta alla crescita del traffico. Secondo i promotori, la redistribuzione dei voli dovrebbe consentire anche una gestione più equilibrata delle traiettorie aeree, riducendo l’impatto acustico sui centri abitati che oggi convivono con il passaggio continuo degli aerei, in particolare Isola Sacra, Focene e Fregene.

Sul piano istituzionale, il sostegno politico appare compatto. Anche il sindaco Roberto Gualtieri ha definito l’espansione di Fiumicino una leva decisiva per la competitività economica della Capitale e dell’intero sistema Paese. Per il Campidoglio, il potenziamento dello scalo non riguarda soltanto il trasporto aereo, ma il ruolo internazionale di Roma nei prossimi anni.

La partita più delicata, però, resta quella ambientale. La presenza della Riserva del Litorale Romano continua infatti a rappresentare il principale ostacolo autorizzativo.

Per consentire l’ampliamento dell’aeroporto, il Comune di Fiumicino ha già approvato una riperimetrazione dell’area protetta, passaggio tecnico necessario per liberare gli spazi destinati allo sviluppo del sedime aeroportuale.

Ora la questione passa al Ministero dell’Ambiente, chiamato a esprimersi su un iter destinato inevitabilmente ad alimentare il confronto tra esigenze industriali e tutela del territorio.

Da una parte la richiesta di accelerare per non rallentare la crescita dello scalo, dall’altra le preoccupazioni legate all’impatto dell’espansione su una delle aree naturalistiche più delicate del litorale romano.

Aeroporti di Roma chiede tempi rapidi e procedure certe, sostenendo che il sistema aeroportuale italiano non possa permettersi ritardi infrastrutturali in una fase di forte crescita della domanda internazionale.

Il Piano Nazionale degli Aeroporti, però, non si limita a Roma. La strategia del Ministero punta infatti a costruire una rete integrata di tredici poli territoriali, collegando i grandi hub internazionali con infrastrutture ferroviarie e aeroportuali diffuse sul territorio. In questo disegno rientra anche il progetto della futura stazione Alta Velocità Frosinone AV-Mediolatium, pensata per rafforzare l’accessibilità del Lazio e alleggerire la pressione sui grandi nodi urbani.

La sensazione è che la sfida di Fiumicino vada ben oltre la costruzione di una nuova pista. In gioco c’è il modello di sviluppo infrastrutturale che l’Italia intende adottare nei prossimi vent’anni, tra crescita economica, sostenibilità ambientale e competizione internazionale.


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