Poteri speciali per Roma, Gualtieri avverte il Governo: “Senza fondi voteremo no”
Non soltanto una riforma istituzionale, ma una partita decisiva sul futuro amministrativo della Capitale. Roberto Gualtieri torna a rilanciare il tema dei poteri speciali per Roma e lo fa fissando una condizione politica precisa: senza risorse economiche adeguate, l’autonomia rischia di trasformarsi in un trasferimento di responsabilità impossibile da sostenere per il Campidoglio.
Il sindaco ne ha parlato durante un incontro organizzato da Sinistra Civica Ecologista insieme all’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, riaccendendo il dibattito sulla riforma costituzionale destinata a ridefinire ruolo e competenze di Roma Capitale.
Per Gualtieri il nodo non è più soltanto simbolico. La richiesta di maggiori poteri, ha spiegato, riguarda strumenti concreti per governare temi centrali come urbanistica, casa, trasporti e gestione del territorio.
Ma il sindaco avverte: l’autonomia senza una copertura finanziaria certa non sarebbe una conquista, bensì un rischio per i conti della città.
Da qui il messaggio rivolto al Governo e alle forze parlamentari impegnate nel confronto sulla riforma: Roma è pronta ad assumersi nuove competenze, ma soltanto se accompagnate da fondi adeguati. In caso contrario, la posizione del Campidoglio potrebbe diventare apertamente contraria.

Tra i temi affrontati dal primo cittadino c’è anche quello della pressione turistica sul centro storico e dell’esplosione degli affitti brevi.
Gualtieri ha rivendicato la necessità di dotare Roma di strumenti normativi simili a quelli già utilizzati da altre grandi capitali europee e internazionali per limitare l’impatto delle piattaforme turistiche sul mercato immobiliare.
Il sindaco ha citato esplicitamente i casi di Parigi, Barcellona e New York, città nelle quali le amministrazioni locali dispongono di poteri regolatori molto più ampi rispetto a quelli attualmente riconosciuti a Roma.
Secondo il primo cittadino, la Capitale italiana continua invece a muoversi con margini d’azione estremamente limitati, nonostante le dimensioni del fenomeno turistico e le sue ricadute sulla residenzialità nei quartieri centrali.
Sulla stessa linea l’assessore Massimiliano Smeriglio, che ha definito la riforma di Roma Capitale una questione storica per la città. Per l’esponente della giunta, il dibattito sui poteri speciali non può più essere affrontato con ambiguità o prudenza politica, soprattutto in una fase in cui Roma è chiamata a competere con le grandi metropoli europee sul piano amministrativo, economico e culturale.
Il confronto resta però aperto anche dentro il centrosinistra, dove non mancano posizioni differenti sulle modalità e sui contenuti della riforma. Sullo sfondo resta soprattutto il nodo finanziario: il trasferimento di competenze strategiche — dai trasporti ai rifiuti, fino all’urbanistica — potrebbe infatti comportare costi enormi per il Comune se non accompagnato da una revisione strutturale delle risorse destinate alla Capitale.
È proprio su questo equilibrio tra autonomia e sostenibilità economica che si giocherà la trattativa nei prossimi mesi.
Per il Campidoglio, il rischio è chiaro: ottenere più competenze senza le necessarie garanzie finanziarie significherebbe trasformare la riforma di Roma Capitale in un peso difficilmente gestibile per l’amministrazione cittadina.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link




