Liguria

Pini di Carignano, restano le transenne in strada: tempi lunghi per il dissequestro


Genova Tempi lunghi per il dissequestro dei pini di corso Podestà dopo la decisione della Procura di Genova che il 4 maggio ha aperto un fascicolo per distruzione di bellezze naturali e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio dopo l’esposto di Italia Nostra.

I pm, che hanno delegato l’inchiesta ai carabinieri forestali, sono ancora in attesa che il Comune di Genova invii tutta la documentazione relativa alle classificazioni degli alberi, ai monitoraggi e alle riunioni con la sovrintendenza che avevano portato alla decisione di tagliare due pini (quelli più a rischio, inseriti in classe D) e di monitorare e – all’esito del monitoraggio – eventualmente abbatterne altri due, inseriti in classe C.

Dopo il sequestro e in vista dell’adunata degli Alpini il Comune ha chiesto e ottenuto dalla Procura il via libera a transennare l’area attorno a questi due alberi per ragioni di incolumità pubblica e l’area resta tuttora transennata: essendo gli alberi sotto sequestro non è nemmeno possibile per Aster effettuare prove di trazione o monitoraggi strumentali e l’amministrazione comunale ha optato per una scelta che garantisca la sicurezza. con la conseguenza che parte della strada è ora transennata con una riduzione dei parcheggi e il dimezzamento della carreggiata e così resterà almeno fino al dissequestro.

Intanto proprio oggi si è tenuta la nuova udienza dell’incidente probatorio per il crollo della palma di piazza Paolo da Novi che il 12 marzo di un anno fa uccise Francesca Testino. Per quella morte sono indagate 12 persone, tra dirigenti e tecnici in gran parte di Aster. Quella palma fra l’altro era stata inserita in classe di rischio C, come i due pini di corso Podestà.

Chiuso l’incidente probatorio sulla palma che ha ucciso Francesca Testino

Oggi nell’incidente probatorio sono stati sentiti il perito della gip Carla Pastorini e tutti i consulenti di parte. Solo il perito individua come unica causa del crollo i funghi patogeni che avrebbero colpito la pianta. Per gli altri, compresa la consulente dell’accusa, tra le concause ci sarebbero anche i lavori nell’aiuola, commissionati dal Municipio. E Andrea Boselli, avvocato di alcuni degli indagati insieme a Pietro Bogliolo, a margine dell’udienza ha ribadito che “l’azienda svolgeva esclusivamente un ruolo manutentivo e operativo, mentre le decisioni relative agli interventi e alle attività che hanno interessato l’area nel corso degli anni non erano riconducibili ad Aster”.

Di conseguenza la richiesta delle difese è che l’autorità giudiziaria ricostruisca  “in modo completo responsabilità, dinamiche e contesto degli eventi”. Oggi l’incidente probatorio si è chiuso e gli atti sono stati restituiti al pm Fabrizio Givri che effettuerà ulteriori accertamenti e, prima della chiusura delle indagini, potrebbe decidere ulteriori iscrizioni nel registro degli indagati.




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