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L’uranio di Teheran e la bomba a portata. Razzi e sottomarini: lo scudo è “fragile”

La Bomba è tornata. L’ordigno nucleare, il cui spettro si era allontanato da noi a partire dalla fine della Guerra fredda torna a minacciarci, a partire dal conflitto in Ucraina e da quello in Iran, ecco alcune cose da sapere per capire meglio l’entità del pericolo.

1. Quanti tipi di bombe atomiche esistono?

La prima grande differenza è quella tra bombe a fissione e bombe a fusione o termonucleari. Le prime utilizzano soltanto uranio altamente arricchito (detto weapons grade) e plutonio 239 un isotopo sintetico e altamente radioattivo, prodotto tramite irraggiamento di uranio-238. Questo materiale fissile è ampiamente più instabile e “arricchito” rispetto a quello normalmente utilizzato nelle centrali nucleari. Esistono poi le bombe a fusione nucleare in cui l’esplosivo a fissione serve a innescare una molto più potente esplosione causata dalla fusione di atomi di deuterio e trizio (isotopi dell’idrogeno). Questo tipo di bombe può sviluppare potenze elevatissime. La più potente mai costruita è stata la “Bomba Zar” sovietica testata nel 1961. Sviluppò una potenza di 50 megatoni, circa 3125 volte la bomba di Hiroshima.

2. L’Iran può produrre una bomba atomica?

Teheran aveva raggiunto la capacità di arricchire l’uranio al 60%, soglia che la poneva molto vicina alla soglia del 90% necessario per scopi bellici. Con circa 400 chilogrammi di uranio arricchito a quel livello, il rischio di una possibile rapida escalation verso la “bomba” era reale, sebbene non siano mai state fornite prove definitive sulla fase finale di weaponization. Dopo i massicci attacchi subiti dagli Usa e da Israele, passare alla fase militare e alla costruzione di una bomba vera e propria di dimensioni sufficientemente ridotte da essere montata su un vettore balistico è un’ipotesi che sembra essersi decisamente allontanata; e anche recuperare parte del materiale fissile dai siti bombardati potrebbe essere complesso. Difficile quantificare in termini di tempo il ritardo inflitto agli iraniani però.

3. Cos’è una bomba sporca e quanto può essere piccola un’atomica?

Non esistono solo super bombe. Una delle frontiere della ricerca è quella della costruzione di “mini-nuke”. Ovvero bombe facilmente trasportabili e occultabili. Si tratta di ordigni a implosione lineare che ovviamente sviluppano potenze molto più basse delle grandi testate ma potrebbero diventare oggetti terroristici. Uno degli ordigni più leggeri è stato realizzato dagli Usa per essere lanciata dal razzo “Davy Crockett”. La testata tattica pesava poco più di 23 chili. Esistono poi le bombe sporche. Usano esplosivo convenzionale ma nell’esplosione rilasciano isotopi radioattivi: per questo tipo di ordigni può bastare uranio arricchito al 20%.

4. Ci si può difendere da attacchi nucleari con scudi missilistici come il Golden Dome Shield?

La tecnologia di intercettazione delle testate atomiche sviluppata dalla Nato, e soprattutto dagli Usa, ha forti limiti rispetto alle testate ipersoniche come ad esempio il missile “Oreshnik” sviluppato dalla Russia. Si stanno sviluppando svariate contromisure in quest’ambito. Ma la minaccia meno facilmente intercettabile potrebbero essere i droni sottomarini. Ad esempio il “Poseidon”, un veicolo sottomarino autonomo di fabbricazione russa ed equipaggiato di una testata nucleare al cobalto-60. Ha una tecnologia stealth e può percorrere più di 11mila chilometri. Provoca un’esplosione nucleare a cui segue uno tsunami radiattivo. Non esistono contromisure.

È una tecnologia a cui lavora anche la Nord Corea.

5. Quante testate nucleari ci sono nel mondo?

Si parla di più di 12300 testate di cui 9600 pronte all’uso. A detenerle sono Russia, Usa, Cina, Francia, Gran Bretagna, India, Pakistan, Israele (90 testate non confermate) e Corea del Nord (50 testate stimate).


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