Ambiente

‘Malvasia senza confini’ da Venezia il via al progetto di sviluppo enoturistico – Vino

Dopo la “tappa zero” di novembre
al Merano Wine Festival, il progetto “Malvasia senza Confini” ha
celebrato oggi il suo battesimo istituzionale nella sede della
Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, nel capoluogo lagunare.

   
Un’alleanza strategica che unisce territori d’Italia – dal
Friuli alla Sicilia, la Basilicata e ora il Veneto – per fare di
un vitigno millenario il motore di un nuovo sviluppo turistico
ed economico.

   
Il progetto, che vede come capofila la Camera di Commercio di
Pordenone-Udine insieme al partner fondatore Messina e la Camera
della Basilicata, punta a mappare le espressioni di questo vino
per costruire un itinerario enoturistico internazionale, una
“infrastruttura narrativa” che mette in rete castelli, borghi,
paesaggi e approdi storici del Mediterraneo.

   
Massimo Zanon, presidente della Cciaa Venezia-Rovigo, ha
ricordato che “il rapporto tra Venezia e ‘le Malvasie’ risale ai
tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, che grazie
all’apertura cosmopolita e al fiorire del commercio, divenne
protagonista principale del grande successo di questi vini in
tutta l’area del Mediterraneo. È dunque un onore ospitare a
Venezia il lancio di un progetto che valorizza un’alleanza
strategica tra territori d’eccellenza accomunati ancora oggi
dalla cultura vitivinicola della Malvasia, puntando a
valorizzare le produzioni locali di alta qualità, a promuovere
il turismo e a favorire il dialogo tra culture e identità
territoriali».

   
Per Giovanni Da Pozzo, presidente dell’ente camerale
friulano, “il nostro obiettivo è valorizzare un patrimonio che
appartiene a tutti noi e tradurlo in occasioni di crescita
concrete per le imprese. La Malvasia è il filo rosso che ricuce
storie e paesaggi distanti, unendo territori diversi ma legati
da una medesima anima mediterranea che oggi, da Venezia, torna a
farsi sistema».

   
La strategia di marketing territoriale è stata illustrata da
Barbara Nicoletti, vice direttrice della consortile Cciaa Pn-Ud,
Tef scrl, che ha spiegato come la Malvasia «diventerà il perno
su cui sviluppare pacchetti promozionali sinergici tra territori
italiani e internazionali. L’obiettivo è creare una rete di
economie e aree geografiche che condividano la stessa storia
millenaria legata alla terra, declinandola in tutte le sue
sfaccettature, dalla cultura all’accoglienza».

   
Con la chiusura della fase di presentazione, “Malvasia senza
Confini” si avvia alla fase operativa di mappatura e creazione
di percorsi di turismo lento, tra itinerari ciclabili e
pedonali, per collegare cantine e luoghi della memoria oltre
ogni confine geografico.

   

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