Scienza e tecnologia

Engwe EP-2 3.0 Boost: ebike pieghevole, con Boost Mode e prezzo aggressivo




Segui Smartworld su Google



Engwe ha rinnovato ancora una volta una delle sue ebike più apprezzate e vendute, ovvero Engwe EP-2 Boost, che avevamo già recensito lo scorso anno. Si chiama Engwe EP-2 3.0 Boost (l’avete notato il “3.0” al centro della sigla, sì?), ed è sempre una fat bike pieghevole, nella quale però l’azienda ha voluto intervenire con piccoli affinamenti. Di conseguenza, questa recensione non serve tanto a capire se la EP-2 3.0 Boost sia una buona bici (perché la base lo era già), ma piuttosto se questi aggiornamenti giustifichino la differenza di prezzo, che si aggira intorno ai 200€, oppure se abbia ancora senso puntare sul modello precedente.

Unboxing e Montaggio Engwe EP-2 3.0 Boost

Engwe EP-2 3.0 Boost arriva parzialmente assemblata e il montaggio segue bene o male la stessa procedura già vista su tutti i modelli Engwe: bisogna completare manubrio, ruota anteriore, pedali, fanalini e pochi altri elementi. Nulla di troppo complesso, soprattutto perché l’azienda continua a fornire un video guida passo-passo che rende tutto abbastanza immediato anche per chi è meno esperto. Tenete però conto che è una bici molto pesante, dunque potrebbe valere la pena eseguire il montaggio a quattro mani.

All’interno della confezione troviamo anche una piccola pompa, ormai una costante per il brand. Non è granché, ma fa il suo, anche se il consiglio è quello di gonfiare le gomme con strumenti più precisi, come un compressore o una pompa di qualità, oppure passare direttamente da un gommista o un meccanico di biciclette, così da impostare subito la pressione corretta per questo tipo di copertoni fat.

Caratteristiche Tecniche

  • Peso: 32,3 kg
  • Portata massima: 150 kg
  • Altezza consigliata: 1,65 m – 1,90 m
  • Impermeabilità:
    • IPX7 (cablaggio)
    • IPX6 (display e luci)
    • IPX5 (motore, controller e batteria)
  • Livelli di assistenza: 5
  • Batteria: 648 Wh
  • Autonomia dichiarata: fino a 120 km
  • Telaio: pieghevole in lega di magnesio con batteria integrata
  • Forcella: idraulica con blocco
  • Escursione sospensione: 50 mm
  • Ruote: 20″ con cerchi in alluminio a doppia parete
  • Pneumatici: 20×4.0″ con strato antiforatura da 3 mm
  • Motore: hub 48V
  • Coppia massima: 75 Nm
  • Display: LCD a colori da 3,5″ con Bluetooth
  • App: supporto app ENGWE
  • Luce anteriore: 30 Lux con clacson integrato
  • Luce posteriore: attivazione automatica in frenata
  • Freni: idraulici a doppio pistone
  • Dischi: 180 mm anteriore e posteriore
  • Cambio: Shimano Tourney 7 velocità
  • Pedali: non pieghevoli
  • Manubrio: 680 mm

Basta uno sguardo alla Engwe EP-2 3.0 Boost per capire subito da dove arriva l’ispirazione: il design e alcune scelte progettuali richiamano molto da vicino la più costosa Engwe Engine Pro 3.0 Boost.

Il cambiamento più evidente riguarda il telaio e, soprattutto, la gestione della batteria.

Sulla Engwe EP-2 Boost la batteria era integrata all’interno della struttura, una soluzione pulita esteticamente ma poco pratica, perché per rimuoverla era necessario piegare la bici. Qui invece la batteria è posizionata nella parte posteriore del telaio e può essere estratta semplicemente sfilandola verso l’alto, senza dover richiudere il mezzo. Nell’uso quotidiano è una differenza concreta, perché rende tutto più rapido e decisamente meno macchinoso.

Sempre restando sul piano tecnico, sulla carta la bici fa un passo avanti. La coppia sale a 75 Nm rispetto ai circa 55 Nm del modello precedente, quindi ci si aspetta una spinta più decisa, mentre uno degli aggiornamenti più rilevanti è l’introduzione dei freni idraulici, che sostituiscono i meccanici della precedente e rappresentano un miglioramento reale in termini di modulabilità.

Ritroviamo poi la stessa struttura pieghevole (non proprio comodissima, essendo pesante), la Boost Mode e in generale la stessa impostazione da fat bike pensata per un utilizzo trasversale.

Cambia invece qualcosa nella scelta degli pneumatici: spariscono le gomme più tassellate della versione precedente, sostituite da coperture più stradali con un battistrada leggero. È una decisione che sembra riflettere meglio l’utilizzo reale di questa bici, più orientato all’asfalto che al fuoristrada.

C’è poi un piccolo cambiamento che potrebbe far discutere, ovvero i parafanghi, che passano dal metallo alla plastica. In questo caso però la qualità percepita è buona, non danno una sensazione economica, e risultano comunque solidi.

Tra le novità troviamo anche un aggiornamento sul fronte tecnologico, con l’introduzione del Bluetooth e il supporto all’app. A fronte di questi miglioramenti, però, c’è anche un compromesso, poiché il peso aumenta. Se la Engwe EP-2 Boost si fermava intorno ai 30 kg, questa nuova versione arriva a 32,3 kg, rendendola ancora meno pratica da sollevare o trasportare.

Funzionalità

Oltre alla già citata nuova gestione della batteria, che ora può essere estratta comodamente senza dover piegare la bici, ci sono alcune piccole differenze che migliorano l’esperienza d’uso quotidiana della Engwe EP-2 3.0 Boost.

Una delle prime cose che si nota è l’abbandono del classico campanello meccanico in favore di un clacson elettronico, altra soluzione chiaramente ereditata dalla Engwe Engine Pro 3.0 Boost. Non cambia molto nella sostanza, ma contribuisce a dare alla bici una sensazione leggermente più moderna.

Per quanto riguarda l’illuminazione, ritroviamo una configurazione molto simile a quella del modello precedente: davanti c’è il faro anteriore integrato, mentre posteriormente troviamo il fanale con luce stop che si attiva durante la frenata, una soluzione già presente sulla Boost e che continua a essere molto comoda nell’utilizzo urbano.

Un elemento che invece avevamo criticato nella vecchia generazione era il cavalletto, che risultava un po’ troppo sottile e poco stabile considerando il peso della bici. Fortunatamente Engwe è intervenuta proprio su questo aspetto: qui il cavalletto è più spesso, più robusto e soprattutto trasmette una maggiore stabilità quando si parcheggia la bici.

Resta poi presente la modalità Walk, attivabile tenendo premuto il pulsante per diminuire il livello di assistenza.

In questo modo la bici avanza lentamente da sola, facilitando gli spostamenti a piedi, cosa particolarmente utile considerando gli oltre 32 kg del mezzo.

C’è però una differenza molto importante rispetto alla Engwe EP-2 Boost, ed è legata all’accensione della bici. Sul modello precedente era necessario inserire fisicamente la chiave per poter utilizzare il mezzo: senza chiave inserita, la bici semplicemente non si avviava. In questo modello invece Engwe cambia approccio grazie all’integrazione con l’app.

La presenza del Bluetooth permette infatti di collegare la bici allo smartphone e accedere ad alcune funzioni aggiuntive, cioè lo sblocco tramite PIN, il controllo dei parametri o la gestione dell’illuminazione. Non siamo ai livelli delle funzionalità smart più avanzate viste su modelli superiori come Engwe N1 Pro, che integrava GPRS e blocco ruote, però è comunque un passo avanti rispetto alla semplicità quasi totale della vecchia EP-2 Boost.

Modalità di guida

Per quanto riguarda l’esperienza di guida, Engwe EP-2 3.0 Boost ha un’impostazione praticamente identica alla Engwe EP-2 Boost.

Il manubrio continua a essere regolabile in altezza, mentre la sella è ripresa dalla Engine Pro 3.0 Boost, grande e spaziosa, abbastanza morbida e leggermente ammortizzata.

Una differenza concreta arriva invece dagli pneumatici. Come già anticipato, Engwe ha abbandonato le gomme più tassellate del modello precedente per adottare coperture decisamente più stradali. È una scelta che ha senso, perché queste fat bike, nonostante l’estetica quasi da fuoristrada, finiscono per essere utilizzate soprattutto in città o comunque su asfalto. Il risultato è una bici leggermente più scorrevole nell’uso urbano e meno orientata allo sterrato vero e proprio, ed è aiutata anche dai nuovi freni idraulici, senz’altro più sicuri ed efficaci, oltre che più modulari.

Cambia anche il sistema di assistenza. Ritroviamo sempre il sensore di coppia, abbinato al cambio Shimano a 7 velocità e ai 5 livelli di supporto, ma questa volta il motore arriva fino a 75 Nm di coppia, contro i circa 55 Nm della EP-2 Boost.

Sulla carta il salto dovrebbe tradursi in una spinta più vigorosa, anche se nell’utilizzo reale la differenza non è così immediata da percepire. C’è sicuramente più forza disponibile, ma il comportamento generale della bici rimane molto simile.

Torna poi la Boost Mode, praticamente invariata rispetto al modello precedente, e continua a essere uno degli elementi più interessanti dell’esperienza Engwe.

Per chi non la conoscesse, si tratta di un pulsante posizionato appena sotto al manubrio che permette di ottenere una spinta extra mentre si pedala. È importante sottolineare che non funziona come un acceleratore: può essere attivato solo durante la pedalata e si disattiva automaticamente nel momento in cui si smette di pedalare.

Nell’uso quotidiano è estremamente utile. Basta premerlo per avere immediatamente più potenza, cosa che torna comodissima ad esempio nelle ripartenze dopo un semaforo, nelle partenze in salita o in tutte quelle situazioni in cui bisogna muovere rapidamente una bici che, ricordiamolo, supera abbondantemente i 32 kg.

Display

Anche il display della Engwe EP-2 3.0 Boost conferma ancora una volta quanto questa bici riprenda molte soluzioni già viste sulla Engwe Engine Pro 3.0 Boost.

Qui troviamo infatti un display LCD a colori da 3,5 pollici, che sostituisce completamente il vecchio pannello in bianco e nero presente sulla Engwe EP-2 Boost. È un’unità che conosciamo già piuttosto bene, perché Engwe la utilizza ormai su diversi modelli della gamma, inclusa appunto la Engine.

Cambiano anche i comandi, che riprendono esattamente la stessa impostazione vista sui modelli più recenti dell’azienda. Sul lato sinistro del manubrio troviamo infatti cinque pulsanti fisici: quello dedicato al clacson elettronico, il tasto “i” per scorrere tra le informazioni, il pulsante di accensione e i due classici comandi per aumentare o diminuire il livello di assistenza alla pedalata.

Le scorciatoie rapide restano le stesse già viste sugli altri modelli Engwe: tenendo premuto il tasto “+” si accendono i fari, mentre con una pressione prolungata del tasto “-” si attiva la modalità Walk.

Tenendo invece premuto il tasto “i” si accede al menù delle impostazioni, dal quale è possibile modificare alcuni parametri di base della bici.

Autonomia

In termini di autonomia, Engwe EP-2 3.0 Boost introduce un cambiamento piuttosto contenuto rispetto a Engwe EP-2 Boost.

La batteria passa infatti a 648 Wh, quindi leggermente più capiente rispetto ai 624 Wh del modello precedente. Nonostante questo, però, i valori dichiarati da Engwe sono sostanzialmente identici: si continua a parlare di fino a 120 km di autonomia utilizzando il livello 1 di assistenza.

Con un utilizzo concreto, quindi alternando prevalentemente tra il livello 3 e il livello 5 di assistenza e sfruttando spesso anche la Boost Mode, si riescono a percorrere indicativamente tra gli 80 e i 90 km con una singola carica, esattamente in linea con quanto avevamo rilevato sulla EP-2 Boost.

La miglioria legata alla batteria, però, non è tanto l’autonomia in sé, quanto la velocità di ricarica, che passa da 6 ore e mezza a 3 ore e mezza, oltre alla già citata implementazione nel telaio.

Come anticipato nei paragrafi precedenti, adesso può essere estratta direttamente dal telaio senza dover piegare la bici, una differenza apparentemente piccola ma che nell’utilizzo reale rende la ricarica molto più pratica e veloce rispetto al modello precedente.

Esperienza d’uso

L’esperienza d’uso della Engwe EP-2 3.0 Boost inizia in maniera quasi identica a quella della Engwe EP-2 Boost, compresa una scena che ormai conosciamo bene, cioè la ruota anteriore completamente sgonfia appena aperta la confezione.

La prima volta può spaventare, perché vedersela totalmente a terra dà quasi l’impressione di avere un problema, ma in realtà è semplicemente una scelta legata alla spedizione. Era successo anche con la EP-2 Boost originale e anche qui abbiamo trovato soprattutto la ruota anteriore, quella da montare, completamente sgonfia. Nulla di preoccupante: basta gonfiarla con la pompetta inclusa, anche se il consiglio resta sempre quello di utilizzare una pompa più seria o passare direttamente da un gommista.

L’impostazione generale è praticamente la stessa della EP-2 Boost, anche se si percepiscono chiaramente alcune influenze della Engwe Engine Pro 3.0 Boost.

La sella, ad esempio, è leggermente più ampia e confortevole, ma il miglioramento più evidente riguarda sicuramente la frenata. I nuovi freni idraulici offrono una frenata più potente, o meglio, più modulabile e soprattutto più progressiva. Ed è esattamente ciò che serve su una bici che supera abbondantemente i 32 kg, perché trasmette molta più sicurezza rispetto ai meccanici della vecchia Boost.

Per quanto riguarda il motore, invece, la situazione è un po’ diversa. Sulla carta il salto non è affatto piccolo: si passa infatti da 55 Nm a 75 Nm di coppia. Nell’utilizzo reale, però, questa differenza non è così netta come ci saremmo aspettati. La bici ha sicuramente forza, ma non restituisce quella sensazione di cambio di categoria che i numeri potrebbero far immaginare.

Probabilmente il peso maggiore influisce, oppure l’erogazione è stata resa più progressiva e meno aggressiva, fatto sta che anche qui la Boost Mode continua a essere fondamentale esattamente come sulla EP-2 Boost originale.

Sulla Engwe Engine Pro 3.0 Boost il pulsante Boost era quasi un extra che si poteva anche ignorare in molte situazioni. Qui invece continua a essere una parte centrale dell’esperienza. Forse la dipendenza è leggermente inferiore rispetto alla vecchia Boost, ma cambia meno di quanto ci aspettassimo.

Questo non significa che la bici vada male, anzi, però ci aspettavamo qualcosa in più considerando i numeri dichiarati, ma si ha alle volte come l’impressione che si debba pedalare più del normale, come se i rapporti fossero un po’ troppo corti.

Resta il fatto che il tasto Boost continua a essere una delle migliori idee introdotte da Engwe. Una volta che ci si abitua ad averlo, soprattutto nelle partenze da fermo o nelle salite, è difficile tornare indietro. È comodo, immediato e aumenta anche la sensazione di sicurezza quando bisogna ripartire rapidamente.

Ci è piaciuta molto anche la nuova gestione della batteria, ereditata dalla Engine, così come il nuovo cavalletto, che finalmente restituisce quella solidità che mancava sul modello originale e che, su una bici di questo peso, era praticamente indispensabile.

Più particolare invece la scelta dei parafanghi in plastica al posto di quelli in metallo. Probabilmente Engwe ha deciso di adottare questa soluzione per contenere costi e peso, soprattutto considerando che la bici è già più pesante rispetto alla generazione precedente. Nonostante questo, però, la qualità percepita resta buona e non danno quell’impressione economica che spesso accompagna questo tipo di scelta.

Prezzo e Acquisto

Al netto della scontistica attiva al momento, Engwe EP-2 3.0 Boost viene proposta su Amazon Italia a 1.129€, mentre Engwe EP-2 Boost è ancora disponibile intorno ai 949€. La differenza reale, quindi, è di circa 180€. Chiaramente sta a voi scegliere se le migliorie possono valere l’investimento, anche se in linea generale diremmo di sì, anche solo per la presenza dei freni idraulici e della batteria ad estrazione semplificata.

Engwe EP-2 3.0 Boost – Foto dal vivo

Il sample per questa recensione è stato fornito da Engwe, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

Engwe EP-2 3.0 Boost

La Engwe EP-2 3.0 Boost migliora effettivamente alcuni aspetti del modello originale: i freni idraulici sono un upgrade non da poco, il nuovo sistema di estrazione della batteria è molto più pratico nell’uso quotidiano, il cavalletto finalmente è all’altezza del peso della bici e l’integrazione con app e Bluetooth rende tutto leggermente più moderno. Allo stesso tempo, però, l’esperienza generale è molto simile alla EP-2 Boost originale. La spinta extra dei 75 Nm non cambia radicalmente il comportamento della bici e anche qui la Boost Mode continua a essere fondamentale nell’utilizzo. Insomma, se trovate la Engwe EP-2 Boost fortemente scontata, continua a restare una bici assolutamente valida ancora oggi. Se invece la differenza rimane intorno ai 150-200 euro, allora la EP-2 3.0 Boost riesce ad avere più senso grazie a tutta una serie di piccoli miglioramenti che, messi insieme, rendono l’esperienza più matura e più curata rispetto alla generazione precedente.

Voto finale

Engwe EP-2 3.0 Boost

Pro

  • Freni idraulici finalmente all’altezza del peso della bici
  • Batteria molto più comoda da estrarre senza piegare il telaio
  • Display a colori con Bluetooth e supporto app

Contro

  • I 75 Nm si percepiscono meno del previsto nell’uso reale
  • Peso ancora più elevato rispetto alla EP-2 Boost
  • Parafanghi in plastica invece che in metallo

Giorgio Palmieri

Giorgio Palmieri
Da oltre dieci anni nel network di SmartWorld, ho iniziato il mio viaggio con AndroidWorld recensendo videogiochi mobile, con un occhio di riguardo per le perle nascoste negli angoli più reconditi dei negozi virtuali. Nel tempo, la mia passione è cresciuta insieme al sito, permettendomi di esplorare il mondo della tecnologia a 360°. Mi piace definirmi un jolly: scrivo, edito e collaboro a tutto ciò che mi appassiona. Ma, nel profondo, il mio cuore batte sempre e solo per loro: i videogiochi.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »