Lazio

ecco come il “guru” della blockchain raggirava gli investitori

Non si trattava solo di un investimento online, ma di un vero e proprio “buco nero” finanziario capace di inghiottire oltre due milioni di euro.

L’operazione “Crypto Luxury”, condotta sotto la supervisione della Procura di Roma, ha smantellato l’impero digitale e materiale di un cittadino russo, ora accusato di abusivismo finanziario e autoriciclaggio.

L’inchiesta mette in luce come le nuove frontiere della finanza decentralizzata possano essere piegate a frodi sofisticate, vecchie nella sostanza ma rivestite da un’aura tecnologica ingannevole.

Formazione o facciata per la truffa?

Il fulcro dell’inganno si trovava all’interno di due associazioni con sede a Roma. Apparivano come centri di eccellenza per la formazione di broker e operatori finanziari, ma in realtà agivano come sofisticati “uffici vendite” di sogni digitali.

Ai clienti venivano proposti investimenti in criptovalute con la promessa di gestioni dirette da presunti esperti, rendimenti straordinari e rischio azzerato.

Nella realtà, però, i fondi versati dai risparmiatori non raggiungevano mai i mercati, ma venivano convogliati sistematicamente sui conti privati dell’indagato.

Il labirinto del “chain hopping”

Per occultare il bottino, il sospettato si è affidato a un complesso schema tecnico-finanziario noto come “chain hopping”: i capitali venivano frammentati in migliaia di micro-transazioni, saltando da una blockchain all’altra e alternando diverse criptovalute.

Il denaro ha attraversato conti e exchange in Portogallo, Lituania, Germania, Svizzera e Francia, per poi ricomparire “pulito” sotto forma di moneta tradizionale o nuovi asset digitali, pronti per essere spesi a piacimento. Un intricato labirinto virtuale studiato per rendere quasi impossibile il tracciamento da parte delle autorità.

Dai server alla Ferrari: il lusso finanziato dai risparmi altrui

Se il denaro viaggiava sul web, i proventi della frode si materializzavano in beni di lusso.

Il decreto di sequestro preventivo ha restituito l’immagine di uno stile di vita sontuoso finanziato dai risparmi di ignari investitori, per un valore complessivo di oltre 1,4 milioni di euro:

Auto e garage da sogno: tre vetture di lusso, tra cui una Ferrari Portofino fiammante;

Immobili e mare: una villa e due appartamenti sul litorale laziale, tra Fiumicino e Civitavecchia, oltre a uno yacht da diporto valutato oltre 360mila euro;

Oro e tecnologia: diamanti preziosi e due server ad alte prestazioni destinati al mining di criptovalute;

Wallet digitali: portafogli contenenti Bitcoin, Cosmos e Tezos per circa 130mila euro.

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