Lamante – Non Dico Addio
Giorgia Pietribiasi dopo un debutto intenso e viscerale come “in memoria di” sceglie il cambio di passo, di sonorità pur confermando Taketo Gohara nel ruolo di produttore. Un secondo disco registrato nella chiesa di San Francesco a Schio, cornice intima e raccolta che ben si sposa con strumenti come organo e harmonium, vera novità insieme agli archi usati in modo non convenzionale.

Inizia con un minuto di quasi completo silenzio “Non Dico Addio” per poi prendere rapidamente quota nella catartica, minimale “Un elenco di 11 cose”. La rabbia si trasforma presto in lucida ma altrettanto violenta riflessione tra memoria e le paure che incitano al disarmo e animano “Governatevi” mentre il singolo “Una Magia più forte della morte” è onirico e diretto allo stesso tempo.
L’anima di “Non Dico Addio” però è altrove, in brani malinconici e sofferti come “Rimani con me” che sfruttano al meglio la produzione di Gohara. Femminilità, essere figlia e sentirsi madre, ricordi e fantasmi che popolano la title track uno dei brani più intimi che molto ha in comune con “La stanza del Figlio” dall’imperioso e fragile crescendo che culmina nel ritornello “Eternamente Figli Unici“.
“Un canto nuovo” e sempre imprevedibile quello di Lamante che in questo disco sfrutta al meglio proprio la voce che acquista nuove sfumature sia in brani come “Dopo di Te” con la chitarra acustica e gli archi in sottofondo che nei cambi di ritmo de “Il Mondo è quello che deve ancora venire” e nelle melodie orchestrali di “Ritorneremo a guardare il Cielo” coinvolgente finale di un album che svela il lato più maturo della musica di Giorgia Pietribiasi.
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