Omicidio a Taranto, si segue la pista della baby gang
Le indagini sull’omicidio di Sacko Bakari si concentrano su un gruppo di giovani del posto che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, avrebbe avuto un ruolo nella violenta aggressione costata la vita al 35enne maliano all’alba di ieri in piazza Fontana, nella Città vecchia di Taranto.
Gli uomini della Squadra Mobile stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare tutti i presenti e ricostruire con precisione le fasi dell’accaduto. Tra le persone finite sotto la lente degli investigatori ci sarebbero anche ragazzi molto giovani, forse minorenni, che dopo l’aggressione si sarebbero allontanati rapidamente dalla zona.
Bakari, regolarmente residente in Italia e impiegato come bracciante agricolo, stava raggiungendo il posto di lavoro quando sarebbe scoppiata una discussione degenerata in pochi istanti. L’uomo sarebbe stato circondato e colpito con almeno tre fendenti tra torace e addome con un’arma che non è stata ancora recuperata. Gli inquirenti non escludono possa trattarsi di un cacciavite o di un altro oggetto acuminato.
Le ferite riportate si sono rivelate fatali: il 35enne è morto poco dopo l’aggressione. Con sé aveva soltanto uno zaino contenente effetti personali. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Paola Francesca Ranieri e affidata alla Squadra Mobile diretta dal vice questore Antonio Serpico, punta ora a chiarire il movente e le eventuali responsabilità di più persone coinvolte nella lite sfociata nel delitto



