Hantavirus, la nave dei contagi arriva a Tenerife: sbarco blindato per 140 persone
La nave da crociera MV Hondius, a bordo della quale è stato rilevato un focolaio di hantavirus, si sta avvicinando al porto di Granadilla, nel sud dell’isola spagnola di Tenerife, alle Canarie. Secondo quanto constatato da un giornalista dell’Afp sul posto e confermato dai dati del sito VesselFinder, l’imbarcazione dovrebbe gettare l’ancora a breve nei pressi del porto per consentire l’evacuazione dei passeggeri e di parte dell’equipaggio, prima di proseguire verso i Paesi Bassi, dove sarà sottoposta a disinfezione.
A bordo della nave battente bandiera olandese ci sono oltre 140 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Al momento, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, le autorità spagnole e la compagnia Oceanwide Expeditions, nessuno presenta sintomi riconducibili al virus. L’operazione di sbarco avverrà comunque con misure rafforzate: la nave non attraccherà direttamente al porto, ma resterà all’ancora e le persone saranno trasferite con piccole imbarcazioni. Prima dell’evacuazione saranno effettuati controlli sanitari e i passeggeri potranno portare con sé solo beni essenziali, documenti, telefono e caricabatterie.
Oms e Spagna rassicurano Tenerife: “Non è un altro Covid”
Sull’isola sono arrivati il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, la ministra spagnola della Sanità Mónica García, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e il ministro della Politica territoriale Ángel Víctor Torres. Tedros ha voluto rassicurare direttamente la popolazione di Tenerife, preoccupata dall’arrivo della nave. “Questa situazione non è comparabile a quella del Covid”, ha detto, spiegando che “il rischio per la popolazione locale è basso”, sia per la natura del virus sia perché il governo spagnolo “ha preparato tutto per prevenire qualunque problema”.
Il capo dell’Oms ha riconosciuto che la preoccupazione degli abitanti è comprensibile: “Il trauma del Covid è ancora presente, lo comprendiamo, ma la situazione è migliore ora”. Poi ha aggiunto: “Voglio che la gente di Tenerife abbia fiducia in quanto diciamo”, richiamando anche l’importanza della “solidarietà” per garantire una risposta efficace.
La ministra García ha definito l’operazione “inedita”, ma ha assicurato che “è tutto pronto e preparato” per l’evacuazione. Sono 23 i Paesi coinvolti nelle procedure di rimpatrio e quarantena dei passeggeri. “Siamo in coordinamento con le autorità sanitarie internazionali per farlo con le migliori garanzie di sicurezza per la popolazione e la salute pubblica”, ha spiegato. García ha ribadito che tutti i passeggeri sono asintomatici: “Non sono né pazienti né casi di hantavirus. All’arrivo osserveranno la quarantena per precauzione”.
Nel dispositivo di sicurezza predisposto per lo sbarco sono impegnati 325 agenti della Guardia Civil e 33 poliziotti, che collaborano con l’infrastruttura sanitaria responsabile dell’operazione. Stati Uniti e Regno Unito hanno già accettato di inviare aerei per evacuare i propri cittadini. I passeggeri americani saranno messi in quarantena in un centro medico in Nebraska, mentre quelli spagnoli saranno trasferiti in una struttura sanitaria. La Spagna ha inoltre attivato il meccanismo europeo di protezione civile per avere a disposizione un aereo di evacuazione medica attrezzato per malattie infettive, pronto a intervenire nel caso in cui qualcuno dovesse sviluppare sintomi.
Il monitoraggio in Italia e il rischio sanitario
Il focolaio ha già provocato tre morti e cinque passeggeri scesi in precedenza dalla nave sono risultati infetti. Le autorità sanitarie di più continenti stanno cercando di rintracciare oltre due dozzine di persone che avevano lasciato la nave prima che fosse accertata la presenza del virus. Il primo caso di hantavirus è stato confermato il 2 maggio, mentre alcuni passeggeri erano già sbarcati il 24 aprile senza tracciamento.
L’hantavirus può provocare malattie gravi e potenzialmente letali, ma in genere si trasmette attraverso l’inalazione di residui contaminati da escrementi di roditori. Non si diffonde facilmente da persona a persona. Nel caso della MV Hondius sarebbe stato rilevato il virus Andes, una variante che in rari casi può trasmettersi anche tra esseri umani. I sintomi possono comparire tra una e otto settimane dopo l’esposizione.
Anche l’Italia monitora la situazione. “Non c’è nessun motivo di allarme e dobbiamo stare tranquilli, anche perché il rischio è assolutamente basso, molto basso in Europa e basso a livello mondiale, come ha ribadito l’Organizzazione mondiale della Sanità”, ha detto a SkyTg24 Mara Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.
Campitiello ha spiegato che il ministero “sta monitorando la situazione in contatto con le autorità competenti, nazionali e internazionali” e ha attivato la sorveglianza sanitaria sul territorio, il coordinamento sanitario e la valutazione del rischio. “Questo deve tranquillizzare gli italiani proprio perché si tratta di un virus a bassa contagiosità”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda le persone seguite in Italia, Campitiello ha precisato che sono quattro: due di nazionalità italiana e residenti in Italia, e due di nazionalità straniera, di cui uno residente in Italia e l’altro turista. “Attualmente i pazienti non hanno alcun sintomo, sono stati tempestivamente contattati dalle regioni di competenza che hanno attivato la sorveglianza sanitaria attiva”, ha spiegato.
Alcuni sono stati posti in quarantena fiduciaria. In assenza di sintomi, ha concluso, “in questo momento dobbiamo solo osservare il decorso clinico”; se dovessero comparire segnali compatibili con l’infezione, saranno effettuati i test necessari.
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