Veneto

Malore fatale al volante, 65enne trovata morta dopo due giorni


Tragedia nel primo pomeriggio di ieri 8 maggio a Treviso, dove il corpo senza vita di una donna è stato rinvenuto all’interno di un’auto parcheggiata in via Polveriera, a pochi passi dall’ingresso dell’obitorio comunale. La vittima è Costanza Baravalle, 65 anni, residente in provincia di Padova. A fare la macabra scoperta, poco prima delle 14, è stato un passante che, dopo aver lasciato la propria vettura per recarsi verso l’ospedale Ca’ Foncello, ha notato una Fiat Seicento azzurra ferma in posizione anomala.

Avvicinandosi al finestrino, l’uomo ha scorto la donna accasciata sul sedile del conducente, con il capo reclinato tra il poggiatesta e la portiera. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto in pochi minuti dal vicino pronto soccorso, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. Secondo una prima ispezione cadaverica, la morte risalirebbe a diverse ore prima del ritrovamento, probabilmente alla serata di giovedì.

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti suggeriscono che la sessantacinquenne sia stata colta da un malore improvviso, quasi certamente un infarto fulminante. Resta da chiarire se la donna si sia sentita male mentre era già in sosta o se, avvertendo i primi sintomi del collasso, sia riuscita ad accostare la vettura a bordo strada, davanti al cancello di un edificio in disuso, senza però avere il tempo di chiedere aiuto.

Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Treviso, che hanno provveduto a chiudere al traffico via Polveriera per circa un’ora, deviando la circolazione proprio in un momento di forte afflusso dovuto all’orario delle visite ospedaliere. Gli agenti hanno recuperato la borsa della vittima dal sedile del passeggero, riuscendo così a risalire alla sua identità e ad avvertire i familiari. La salma è stata successivamente trasferita nell’obitorio situato a breve distanza. Poiché il referto medico parla chiaramente di cause naturali, la Procura non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia, lasciando ai parenti la facoltà di richiedere eventuali ulteriori accertamenti clinici.


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