Google patteggia sulla discriminazione razziale: pagherà 50 milioni di dollari
Dopo quattro anni, Google patteggia per chiudere con le accuse di discriminazione razziale. Il colosso Alphabet che controlla il motore di ricerca pagherà 50 milioni di dollari a 4.000 dipendenti di colore.
L’azione legale
La società ha patteggiato un accordo per chiudere una causa iniziata nel 2022, quando i dipendenti avevano denunciato disparità razziali sistemiche in materia di assunzioni, retribuzioni e avanzamenti di carriera. Il procedimento è partito da una ex dipendente, April Curley, che accusava l’azienda di mette in atto una “prassi sistematica” di trattamento iniquo nei confronti dei suoi dipendenti neri.
La causa ha ottenuto lo stato di class action quando anche altri ex dipendenti di Google si sono uniti a Curley, accusando Google di avere una «cultura aziendale discriminatoria su base razziale», che avrebbe portato la dirigenza a indirizzare i neo assunti neri verso posizioni “inferiori”, ma anche a stipendi inferiori, valutazioni delle prestazioni non oggettive e blocco delle opportunità di avanzamento. Secondo la denuncia i dipendenti di colore che lavorano per Google sono solo il 4,4% della forza lavoro e appena il 3% dei dirigenti.
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