summit di Noi Moderati spinge per decisioni trasparenti nel centrodestra
A Roma il centrodestra si scuote dal torpore a un anno esatto dalle elezioni comunali. A fare rumore è stato il summit di Noi Moderati, venerdì 8 maggio al Rome Marriott Park Hotel, che ha lanciato un messaggio chiaro agli alleati: se si vuole sfidare il sindaco Roberto Gualtieri, non basta aspettare né lasciare le decisioni ai corridoi del potere. Serve un candidato condiviso e serve subito.
Di Stefano: basta decisioni dell’ultimo minuto
Marco Di Stefano, coordinatore regionale e capogruppo di Noi Moderati in Campidoglio, ha fissato condizioni precise. Nonostante Fratelli d’Italia avesse annunciato la scelta del candidato entro marzo 2026, la casella resta ancora vuota, fatta eccezione per l’autocandidatura del leghista Antonio Maria Rinaldi.
“Se la scelta del candidato dovesse arrivare all’ultimo momento e calata dall’alto, noi non parteciperemo”, ha avvertito Di Stefano, rivolgendosi soprattutto a FdI, accusata di voler gestire la partita romana con eccessivo protagonismo.
Secondo Noi Moderati, la Capitale rappresenta un’opportunità per il centrodestra, ma solo se il processo decisionale coinvolge tutti i partner in modo equilibrato.
Lupi: serve un politico, non un “civico X-Factor”
Il leader nazionale Maurizio Lupi ha aggiunto il suo contributo al dibattito, criticando l’idea di puntare su candidati civici come soluzione rapida.
“Occorre un politico con esperienza e riconoscibilità”, ha sottolineato, spiegando che per competere con Gualtieri serve un profilo simile, in grado di contrastare l’attuale amministrazione senza esperimenti improvvisati.

Fratelli d’Italia apre al dialogo
Il richiamo di Noi Moderati ha prodotto una prima risposta da Fratelli d’Italia. Marco Perissa, deputato e coordinatore romano del partito, ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei partner della coalizione, annunciando la convocazione di un tavolo nei prossimi giorni per discutere nome del candidato e strategia comune.
Una strategia condivisa
Valerio Gentili, segretario romano di Noi Moderati, ha insistito sulla necessità di un confronto costante non solo sul nome del candidato, ma anche sulle linee programmatiche. “Roma merita una visione chiara e condivisa, che metta al centro progetti concreti e una guida politica capace di alternanza reale”, ha sottolineato.
La palla passa ora ai vertici nazionali e ai coordinatori locali del centrodestra. La partita per il Campidoglio è ufficialmente aperta, e la tenuta della coalizione dipenderà dalla capacità di Fratelli d’Italia di coinvolgere i partner minori senza marginalizzarli, evitando decisioni unilaterali che potrebbero compromettere l’unità del centrodestra.
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