Emilia Romagna

Bologna University Press, ritirati i licenziamenti


Niente licenziamenti alla Bologna University Press. Dopo settimane di tensioni, scioperi e presidi davanti alla sede dell’editrice universitaria che fa capo alla Fondazione Alma Mater, arriva la svolta: i quattro licenziamenti previsti dal piano di risanamento sono stati ritirati. L’accordo è stato formalizzato oggi con la sottoscrizione di un verbale di impegni tra azienda e sindacati, che apre una nuova fase per la casa editrice legata all’Università di Bologna. Al posto degli esuberi, saranno utilizzati ammortizzatori sociali e strumenti alternativi per ridurre i costi senza tagliare il personale.

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Ritirati i quattro licenziamenti previsti

Il piano iniziale prevedeva il licenziamento di quattro lavoratori, misura che aveva immediatamente provocato la mobilitazione sindacale e la protesta dei dipendenti. Scioperi, presidi e il coinvolgimento delle istituzioni avevano acceso i riflettori sulla situazione della Bologna University Press, considerata un presidio importante per il sistema universitario cittadino. Ora, con il nuovo accordo, quei licenziamenti vengono ufficialmente cancellati.

Cassa integrazione e ricollocazioni volontarie

Per contenere i costi e garantire l’equilibrio economico della struttura, verrà utilizzato un mix di strumenti alternativi. “Per ridurre i costi in maniera equivalente, verrà utilizzato un mix di strumenti alternativi fra cui la richiesta di cassa integrazione ordinaria, l’attivazione con il supporto dell’Agenzia regionale per il lavoro anche della cassa speciale per l’editoria, e ricollocazioni volontarie nell’ambito dell’Università”, spiega la Slc-Cgil. L’obiettivo è evitare i tagli lineari e accompagnare la fase di riorganizzazione senza perdere posti di lavoro.

Il monitoraggio della Città metropolitana

Il sindacato sottolinea che il percorso sarà seguito con attenzione anche dal tavolo di salvaguardia delle attività produttive della Città metropolitana di Bologna. “Ci sarà un attento monitoraggio affinché i soggetti che hanno la responsabilità di attivare i processi gestionali necessari, a partire dalle proposte per le ricollocazioni volontarie, svolgano con scrupolo ed efficacia il loro ruolo”, avverte la Slc-Cgil. Una vigilanza che punta a evitare che l’accordo resti solo sulla carta e a garantire una reale tutela occupazionale.

Non solo salvataggio, ma rilancio

Per il sindacato la questione non si chiude con il ritiro dei licenziamenti. Ora si apre la fase più delicata: quella del rilancio della Bologna University Press. “Il confronto sindacale prosegue entrando nella sua fase più delicata, per realizzare non solo il risanamento, ma il rilancio di Bologna University Press”, sottolinea la Slc-Cgil. Secondo il sindacato, il futuro della casa editrice passa da una strategia editoriale più chiara e da un riconoscimento concreto del valore che Bup offre all’Università. “La casa editrice svolge un servizio prezioso per l’Ateneo e questo valore deve essere adeguatamente riconosciuto anche sul piano economico”.

Il commento di Coalizione Civica

Soddisfazione anche da parte di Coalizione Civica, che in queste settimane aveva seguito da vicino la vertenza. “Quello che sembrava inevitabile è stato sventato innanzitutto grazie alla lotta coraggiosa dei lavoratori”, commenta il gruppo politico. “Auspichiamo che la strada intrapresa con questo accordo sia davvero l’alba del rilancio di Bup”.

Una vertenza simbolica per Bologna

La vicenda di Bologna University Press ha assunto un valore che va oltre i quattro posti di lavoro salvati. Per molti, la battaglia ha rappresentato la difesa di un presidio culturale e accademico fondamentale per la città e per l’Università di Bologna. Il risultato ottenuto oggi viene letto come una vittoria del confronto sindacale, ma soprattutto come un segnale politico: il risanamento economico può passare anche senza licenziamenti, se si costruiscono alternative concrete.

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