Lazio

l’eredità di Abdullah al-Baradouni nella poesia yemenita

Biblioteche di Roma ospita diversi incontri dei progetti di Terza Missione del Dipartimento SARAS (Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo) de La Sapienza Università di Roma, tra cui il ciclo Mondi invisibili. Identità memoria e conflitti dimenticati della regione araba, a cura di Alessandro Saggioro, direttore del Dipartimento SARAS, con Fernanda FischioneBernadette Fraioli e Arturo Monaco (Comitato organizzativo SARAS). Il ciclo di incontri propone un percorso di approfondimento sui conflitti contemporanei della regione araba, con l’obiettivo di fare luce su contesti spesso marginalizzati o rimossi dal dibattito pibblico e mediatico.

Il ciclo fa parte del Progetto di Terza missione Pace e conflitto nel Terzo millennio. Viaggio ai confini dell’Europa.

L’appuntamento presso la Biblioteca Vaccheria Nardi, dal titolo Vedere quel che nessuno vede, come Tiresia: l’eredità di Abdullah al-Baradouni nella poesia civile yemenita, avrà come ospiti e relatori: Laura Silvia Battaglia al-Jalal (reporter italo-yemenita, conduttrice Radio Tre Mondo, Rai Radio3), Aladin al-Baradouni (pittore yemenita) e Domenico D’Addabbo (poeta italiano).

Abdullah al-Baradouni  (1929-1999), rimasto cieco da bambino e in seguito imprigionato più volte per i suoi scritti politicamente impegnati, è considerato il più grande poeta yemenita moderno. Convinto sostenitore della democrazia e dei diritti delle donne rappresenta  la sintesi perfetta della lucidità e integrità di un popolo prima che sprofondasse nelle tentazioni dell’oscurantismo.

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