prestazioni aumentate. Resta il nodo dei tempi. Ad aprile aumentati sia esami che visite rispetto allo stesse mese del 2025
FERMO Tempi quasi sempre rispettati per esami e visite con priorità entro 10 giorni, più frequenti i ritardi per quelle differibili, cioè entro 30 giorni per le visite e 60 per le prestazioni diagnostiche. Sono alcuni dei dati che emergono dai monitoraggi mensili dei tempi d’attesa delle aziende sanitarie territoriali, che valutano la domanda e la capacità del sistema sanitario di rispondere in tempi congrui. Nell’ultimo mese rilevato, lo scorso febbraio, nel territorio dell’Ast Fermo si è trovata una disponibilità entro la scadenza per più del 90% delle richieste con priorità B, quindi entro 10 giorni.
I dati
I dati più bassi li hanno fatti registrare le visite pneumologiche e le risonanze all’encefalo. Fa più fatica, il sistema sanitario, a rispondere nei tempi per le priorità D. In particolare capita per le prime visite cardiologiche e di chirurgia vascolare: quasi la metà delle richieste ha sforato le tempistiche, anche se l’attesa media rimane entro i 30 giorni. Non è un dato isolato. Guardando ai mesi precedenti, la percentuale di prestazioni garantite per le priorità D oscilla per questa tipologia sempre tra il 50 e il 70%. Percentuali sotto la media, sempre per le priorità D, anche per visite ginecologiche e pneumologiche. Per quanto riguarda gli esami strumentali, sono state quasi sempre nei tempi le Tac. Qualche ritardo in più per risonanze, in particolare all’addome, ed ecografie. Gli esami programmabili, quindi senza particolare urgenza (da effettuarsi entro 120 giorni), stando alle statistiche vengono assorbiti senza particolari difficoltà. Fa eccezione la mammografia, una paziente su quattro non ha trovato disponibilità entro il termine indicato nella ricetta. Il mese precedente, qualche difficoltà in più si era verificata per le Tac con priorità B, con il 33% di prestazioni non fornite entro i tempi per quelle al torace e il 50% per quelle all’addome.
Oltre le statistiche
Tabelle e statistiche dicono molto, ma non tutto. L’alta percentuale di tempistiche rispettate non può rilevare, ad esempio, il numero di utenti che, di fronte ad una prima indisponibilità alla ricerca di prenotazione, non hanno aspettato e, potendoselo permettere, si sono rivolti a strutture private, oppure di quei cittadini che, secondo alcune stime dell’anno scorso circa un decimo della popolazione, avrebbero ormai rinunciato alle cure. La gestione prevede attualmente il sistema delle liste di presa in carico: se il paziente non trova alcuna disponibilità per l’esame richiesto, dovrà essere richiamato appena si libererà uno spazio e gli dovrà essere proposta la prestazione entro i tempi della ricetta medica. Sarà interessante vedere l’andamento dei prossimi mesi, dato che la Regione si aspetta una crescita consistente in virtù delle novità recentemente introdotte. La mole di prestazioni erogate dall’Ast Fermo, ad aprile, ha fatto segnare una crescita di circa 1200 prestazioni ed ha superato complessivamente le 14mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra le poche voci in calo le radiografie, mentre si è riscontrata una crescita del 7,7% delle ecografie, del 10,9% per gli ecodoppler, del 26,6% per le risonanze magnetiche, del 19,5% per le mammografie, del 2,5% per le Tac. Sono cresciute numericamente quasi tutte le visite specialistiche, circa un migliaio in più rispetto all’anno precedente. In calo solo quelle di otorinolaringoiatrica, medicina fisica e riabilitazione. Segno più per tutte le altre voci, fino a sfiorare le 6000 prestazioni mensili, con la crescita più sensibile che si è verificata per le visite oculistiche ed endocrinologiche.




