Vibo, minacce all’assessore Talarico e molotov a una ditta: l’escalation criminale nel Vibonese non si arresta
La scia di intimidazioni nel Vibonese non accenna a placarsi. L’ultimo episodio riguarda l’assessore al Personale del Comune di Vibo Valentia, Marco Talarico, già finito nel mirino lo scorso giugno quando ignoti incendiarono tre ettari di terreno appartenenti alla sua famiglia. Questa volta gli è stata recapitata una lettera minatoria, trovata per terra nella sua stanza: “La prossima volta tocca a te”, il messaggio.
Talarico aveva appena fatto rientro in ufficio dopo una settimana trascorsa a Roma per la vicenda legata alla Meridionale Petroli. Dunque, l’ufficio è rimasto incustodito per diversi giorni per gli impegni istituzionali al Ministero, ed è difficile stabilire il momento esatto in cui la busta sia stata infilata sotto la porta. Se n’è accorto ieri alle 13 e sul posto è intervenuta la Scientifica della Questura, per i rilievi; nel pomeriggio ha poi formalizzato la denuncia. Nonostante il clima pesante che si respira in Municipio, già scosso nei giorni scorsi dall’aggressione al dirigente Andrea Nocita, Talarico ha ribadito la volontà di non arretrare e di proseguire con il proprio lavoro amministrativo.
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da tensioni e atti intimidatori che negli ultimi mesi hanno lasciato il segno colpendo figure istituzionali e operatori economici (ultime le 5 aziende della zona industriale di Vibo). Ad Arena è stata invece denunciata la presenza di una bottiglia incendiaria e due proiettili nel cantiere di via Giudecca, ai danni di una ditta impegnata nel rifacimento dei sottoservizi per conto della società Redel. A fare la scoperta, gli operai. In questo caso, titolari delle indagini sono i carabinieri. Gli episodi di Vibo ed Arena, seppur distinti, delineano un quadro preoccupante e certamente oggi saranno al centro del Comitato convocato in Prefettura.
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